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Giappone, il fascino mistico del foliage

Giappone, il fascino mistico del foliage Dalla ultramoderna e frenetica Tokyo ai templi e giardini Zen dell’ex capitale Kyoto

Giappone, il fascino mistico del foliage

Dalla ultramoderna e frenetica Tokyo ai templi e giardini Zen dell’ex capitale Kyoto

Negli ultimi anni il Giappone, paese storicamente chiuso e orgogliosamente isolato è diventato una delle principali mete scelte dai turisti italiani. 

La storia e la cultura millenaria del paese del “sol levante” (il disco rosso del sole è l’emblema della bandiera nazionale) lontane anni luce dai costumi occidentali ma affascinanti e coinvolgenti ed il modo di vivere rispettoso sono fra i motivi del forte richiamo turistico.

Tra le tante prerogative uniche del Giappone, c’è l’amore ed il rispetto per la natura.

Un sentimento che i giapponesi definiscono Mono no aware.

Una speciale nostalgia per le cose belle che mutano. Un’estetica del cambiamento naturale. Attendere con gioia l’attimo in cui fioriranno i ciliegi (Hanami), ma anche aspettare l’autunno e le sue immancabili Momiji, le foglie rosse degli aceri.

Anche in una metropoli come Tokyo , l’arrivo dell’autunno con i suoi colori e profumi è uno spettacolo che affascina. La capitale del Giappone al primo impatto è una città che affascina e spaventa al tempo stesso. Qui vivono, lavorano si muovono nelle pulitissime e sicure metropolitane 12 milioni di persone che raddoppiano con gli abitanti delle periferie.

A Tokyo tutto è efficiente, ordinato e rispettoso. Non si può mangiare, bere o fumare per strada. Non ci sono cani a passeggio: marciapiedi e vie puliti. Nessun tipo di immondizia. Templi storici e grattacieli illuminati a neon sono solo una frazione del fascino della vita frenetica e ultramoderna capitale del Giappone.

In vari punti ci sono zone specifiche, di nicchia, oasi di tranquillità come i parchi che in autunno offrono lo spettacolo del foliage degli aceri rossi e l’oro dei ginkgo dorati. Il Rikugien è sicuramente tra le mete da non perdere. Il “giardino dei sei poemi” è situato nel quartiere di Bunkyō, nella parte settentrionale della metropoli, questo giardino fu realizzato nella seconda metà del Seicento da Yanagisawa Yoshiyasu per conto dello shōgun Tokugawa Yoshiyasu.

Oltre al verde ben curato, il giardino comprende una collina artificiale con un belvedere, un laghetto di acqua sorgiva e diversi sentieri che conducono ad altrettanti belvedere

Tempio d’Oro, simbolo eterno di Kyoto

Uno dei simboli più iconici dell’ex capitale Kyoto è il tempio Rokuon-ji, il Kinkaku-ji. Un padiglione interamente rivestito da sottili foglie d’oro che si specchia nello stagno Kyōko-chi, il “lago dello specchio”.

Ogni riflesso, ogni increspatura dell’acqua, restituisce una versione diversa del tempio, trasformando la visita in un’esperienza visiva sempre nuova. Il complesso sorge nella parte settentrionale di Kyoto e affonda le sue radici nella storia politica e culturale del Paese.

Nel 1397 lo shōgun Ashikaga Yoshimitsu, terzo shōgun dello shogunato Ashikaga, scelse quest’area – allora villa della potente famiglia Saionji – per costruire la sua residenza di riposo: il palazzo di Kitayama. Attorno allo stupa dorato, il Kinkaku, prese forma un centro raffinato di potere, cultura e relazioni internazionali, frequentato dagli imperatori del Giappone e dai mercanti provenienti dalla Cina della dinastia Ming.

Alla morte di Yoshimitsu, come da sua volontà, il complesso fu trasformato in tempio Zen della scuola Rinzai, affiliato allo Shōkoku-ji.

Da allora, il Kinkaku-ji  è un luogo di profonda spiritualità, in cui la contemplazione della bellezza diventa parte integrante del percorso interiore.

Capolavoro architettonico in tre livelli

Il Padiglione d’Oro si sviluppa su tre piani, ciascuno dei quali rappresenta uno stile architettonico diverso, riassumendo secoli di tradizione giapponese.

Il primo piano, in stile Shinden-zukuri, richiama i palazzi aristocratici del periodo Heian: linee sobrie, grandi aperture e un’eleganza misurata. Il secondo piano, costruito in stile Buke-zukuri, evoca invece le residenze dei samurai, con un carattere più austero e deciso.

Il terzo piano, in stile Karayō, è ispirato all’architettura dei templi Zen cinesi ed è completamente ricoperto d’oro, culminando in una fenice dorata sul tetto, simbolo di pace, prosperità e rinascita.

Durante l’autunno, la luce morbida della stagione esalta ulteriormente queste superfici dorate, creando giochi di riflessi che mutano nel corso della giornata. Al mattino il tempio brilla delicatamente; al tramonto, l’oro si accende di tonalità calde, fondendosi con i colori del foliage circostante.

Giardini zen e paesaggi senza tempo

Il giardino del Rokuon-ji, designato sia come Sito Storico Speciale sia come luogo di Speciale Bellezza Paesaggistica, conserva intatta l’atmosfera del periodo Kitayama.

Sentieri curati conducono il visitatore attraverso stagni, ponticelli, isole simboliche come quella della gru e della tartaruga – emblemi di longevità e felicità – e scorci studiati per offrire prospettive sempre diverse sul Padiglione d’Oro.

In autunno, questo giardino diventa un’opera d’arte vivente. Le foglie cadenti si adagiano sull’acqua, i riflessi si moltiplicano, e il silenzio è rotto solo dal fruscio del vento. È un invito naturale alla contemplazione, alla lentezza, alla riscoperta di un tempo più umano.


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