Gaierhof rilancia il Teroldego Rotaliano versione Trentino Gran Riserva 2016

Gaierhof rilancia il Teroldego Rotaliano versione Trentino Gran Riserva 2016

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Fiocco rosa in casa Gaierhof, l’azienda vitivinicola trentina di Roverè della Luna, località al confine con la provincia di Bolzano. Nei giorni scorsi è stata ufficialmente presentata alla stampa la Gran Riserva 2016 di Teroldego, il vino principe della Piana Rotaliana, territorio conosciuto come il più bel giardino vitato d’Europa. Frutto di un progetto ambizioso e di un meticoloso lavoro in vigna e in cantina, questa Riserva nasce grazie all’entusiasmo imprenditoriale di un’azienda tutta declinata al femminile.

Dell’annata annata 2016 sono state create 3.500 bottiglie. “Con questa Riserva intendiamo trasmettere ai consumatori la nostra idea di Teroldego Rotaliano – hanno precisato Romina, Valentina e Martina Togn, titolari dell’azienda di Rovere della Luna – un vitigno importantissimo per il nostro territorio, il vitigno principe della nostra produzione aziendale, nonché simbolo enoico del Trentino nel mondo, cosa che a noi sta molto a cuore”.

Da anni le sorelle Togn insieme all’enologo Goffredo Pasolli, marito di Valentina, hanno avviato un lungimirante processo manageriale iniziato con il passaggio di consegne dell’azienda alle figlie da parte del patriarca Luigi Togn, riconosciuto oggi come uomo cardine della viticoltura trentina in Italia e nel mondo. 

la famiglia Togn al completo con Romina, Valentina, Martina, il patriarca Luigi con la moglie, l’enotecnico Goffredo Pasolli e i nipoti.

La famiglia Togn rappresenta una delle più importanti realtà vitivinicole del Trentino Alto Adige con una produzione di 800 mila bottiglie. Dal 1980 i Togn sono diventati messaggeri della cultura viticola del Trentino sui mercati internazionali, esportando buona parte della loro produzione negli Stati Uniti. Fino dalla fondazione nel 1940, l’azienda Gaierhof – famiglia di négociant – vanta un rapporto di fiducia e collaborazione reciproca con un centinaio di famiglie contadine che conferiscono all’Azienda le uve dei vigneti dislocati nelle cinque vallate vitate della provincia di Trento. Gaierhof segue i contadini durante tutto l’anno nelle loro operazioni di vigna e acquista l’uva migliore al momento della vendemmia. 

La vignetta di famiglia

Azienda al femminile, dicevamo. Nel 1991 entra in Azienda Romina, la primogenita di Luigi, che inizia a gestire la parte finanziaria del gruppo e successivamente la parte commerciale in Italia e all’estero. Alla fine degli anni ’90 fa il suo ingresso Valentina, diplomata perito agrario, che si inserisce nella gestione produttiva grazie alle esperienze maturate in Friuli Venezia Giulia e in Toscana. Negli stessi anni Valentina sposa l’enotecnico Goffredo Pasolli che oggi gestisce anche la tenuta della famiglia Togn, Maso Poli, sulle colline di Pressano (Lavis). Nel 2001 si inserisce la terzogenita Martina, impegnata nella gestione amministrativa, logistica e commerciale.

Gaierhof produce vini dal gusto tipicamente “trentino”. Vini morbidi, fruttati e facili da bere. Vini prodotti con partite di uve selezionate nei migliori vigneti, molti dei quali seguono la conformazione orografica del fiume Adige e delle sue anse, soprattutto in Piana Rotaliana. A tutto questo si è ispirata la lettera “G” del marchio Gaierhof, che ricorda la roteazione del vino nel bichiere, marchio elaborato dalla creatività dello studio grafico Biquattro di Trento.

LAzienda Gaierhof (da Gaier, la montagna che sovrasta Roverè della Luna) è situata nel cuore della produzione del Teroldego Rotaliano, il vitigno autoctono a bacca rossa più importante della regione e protagonista di una nouvelle vague di giovani produttori che lo stanno orgogliosamente promuovendo in tutto il mondo, i “Teroldego Evolution”, asociazione della quale fa parte anche Gaierhof. La volontà di produrre un vino “sintesi” del proprio stile aziendale è caduta per forza maggiore proprio su questo vitigno che l’Azienda conosce bene da anni, avendolo già vinificato in versione base, in versione Riserva e persino in una piacevolissima versione Novello. L’Azienda Gaierhof è famosa anche per un suadente Moscato Giallo proposto in una simpatica ampollina, per lo Chardonnay, la Schiava Gentile, il Teroldego, il Marzemino e lo spumante TrentoDoc Siris. Dei gioielli di Maso Poli (Nosiola, Pinot Grigio, Riesling, Gewurztraminer, Pinot Nero, Marmoran, un blend di Teroldego e Lagrein, spumante Trentodoc Riserva) parleremo in altra occasione.

Torniamo alla Riserva di Teroldego Gaierhof. Prodotta solo nelle migliori annate, nasce da una attenta selezione delle zone più vocate per la produzione di Teroldego Rotaliano: la vigna San Marco (Mezzocorona) e il vigneto Morei (Mezzolombardo). Fermentato in tank di acciaio, matura per oltre due anni in barriques e tonneaux e si pone oggi come sintesi estrema dello stile aziendale. Colore rosso rubino intenso con riflessi granati, profumo fragrante di frutta matura, mora, mirtillo e lampone, con note basamiche e speziate, esplode in bocca con tutta la maestosità del Teroldego. Vino possente, dai tannini pronunciati, conquista il palato per carattere, opulenza e persistenza.

Gaierhof si avvale della preziosa collaborazione di Aurora Endrici, regina della comunicazione, e della consulenza dello studio HG Blu di Trento. Le sorelle Togn hanno investito il tempo “sospeso” della quarantena per realizzare una forma di comunicazione del prodotto del tutto innovativa. “Avevamo previsto il lancio del vino nel nostro nuovo stand a Vinitaly – ha dichiarato Martina Togn – ma abbiamo dovuto reinventarci e colpire diversamente l’attenzione. Ci è piaciuto farlo con una breve ed accattivante animazione di pochi minuti, realizzata a mano dal giovane fumettista trentino Raffaele Gabrielli che vive a Londra. Collegamenti web e strumenti digitali ci hanno consentito di realizzare questo piccolo miracolo in poco più di un mese e mezzo. A metà giugno abbiamo “svelato” il vino con un webinar tasting riservato a giornalisti e sommelier. Sulla elegante confezione si può scaricare il video dal QRcode. In alto i calici e lunga vita al Teroldego. (GIUSEPPE CASAGRANDE)

Nella foto: 

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