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Foie Gras adieu?

Foie Gras adieu?

Foie Gras adieu?

Nel 2020 fu la sindaca di Strasburgo a bandire il Foie Gras o fegato grasso dai menù ufficiali della amministrazione.

I comuni di Grenoble e Villeurbanne lo hanno sancito successivamente e adesso il sindaco di Lione lo ha decretato.

Niente più prodotto simbolo ma costoso delle tavole francesi nel periodo natalizio e non solo sulle tavole ufficiali e nei ricevimenti.

Dopo la quasi completa soppressione delle carni nei menù delle mense scolastiche è il turno del Foie Gras.

Un vero smacco per la città di Lione considerata la capitale della gastronomia francese.

Il prodotto conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo verrà bandito nel 2022 a New York che si adegua alla decisione presa dallo stato della California e da altre nazioni europee.

In Italia grazie alla battaglia intrapresa dalle associazioni animaliste ed ecologista 13.000 supermercati hanno tolto il Foie Gras dagli scaffali.

Una normativa della Commissione UE ha fissato al 2027 la data per la cessazione della produzione di questo gustosissimo alimento.

L’Unione Europea ha riconosciuto la DOP – Denominazione di Origine Protetta al fegato grasso prodotto secondo il metodo praticato nella Francia del Sud Ovest nel Perigord, Alsazia, Midi Pirenei e Dordogna.

PETA – People for the Ethical Treatment of Animals si batte da anni per l’abolizione del gavage, il metodo di alimentazione forzata di anatre ed oche.

Il metodo consiste nell’alimentare forzatamente i pennuti per 2/3 settimane causando una crescita anomala del fegato.

Secondo un sondaggio 8 francesi su 10 considerano il Foie Gras una specialità irrinunciabile per le tavole delle feste.

La Francia è il maggior produttore mondiale con il 70 % del totale, a seguire Ungheria, Bulgaria, Belgio, Cina e Canada.

Tradotto in dati occupazionali significano oltre 100000 lavoratori impiegati nella filiera del Foie Gras.

I più famosi ristoranti di Lione e delle altre città francesi continueranno a proporre nelle carte squisiti piatti a base di fegato ingrossato di palmipede.

Ed è proprio sul metodo di allevamento forzato dei palmipedi che si focalizza lo scontro tra gli animalisti e gli strenui difensori della cucina tradizionale.

Ma gli animalisti contestano il fatto che questa tipologia crudele di allenamento volta allo scopo di ottenere il Foie Gras sia tradizionale.

Secondo lo scrittore e scienziato romano Plinio il Vecchio il suo amico cuoco e grande gastronomo Marco Gavio Apicio aveva inventato una alimentazione a base di fichi secchi per oche e maiali allo scopo di ingrossarne il fegato.

Sono stati i Romani a portare l’uso del fegato grasso nelle Gallia quando ancora le tribù locali non avevano ricchi e sofisticati menù a disposizione.

In bassorilievi dell’Antico Egitto sono raffigurati allevatori che ingozzano buoi, maiali, palmipedi, uccelli e perfino iene per ingrassare i loro fegati.

Per cui i cugini d’Oltralpe non hanno inventato niente. Il prezzo del fegato grasso varia dai 25/30 ai 60 euro a confezione in scatole non troppo grandi e può arrivare a 300 euro al chilo.

Oltre al celeberrimo paté da spalmare il Foie Gras può essere arrostito, fritto, affumicato e preparato come sushi.

Ottimo se accompagnato da salse e se aromatizzato con tartufo e Armagnac. Mi dispiace davvero tantissimo per i pennuti ma a me il Foie Gras piace moltissimo.

Je ne regrette rien! 

Umberto Faedi 


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Redazione

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