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Focus Olio extravergine i Carabinieri a salvaguardia della qualità

In mezzo ad incertezze e cattive notizie, maltempo e disgrazie annunciate a causa di incuria e speculazione, ci sono buone notizie per i consumatori italiani.

Il Nucleo dei Carabinieri per la Tutela Agroalimentare comandato dal colonnello Luigi Cortellessa ha effettuato severe verifiche sulla campagna olearia 2018/2019.

Sono state controllate 105 aziende in tutta Italia nelle 19 regioni, tranne la Val d’Aosta, nelle quali non c’è coltivazione di olive e produzione di questa eccellenza italiana.

La campagna olearia 2018/2019 è stata fortemente condizionata dal clima, dal maltempo e dagli agenti patogeni. In più si è aggiunta la confusione causata dalle false notizie sulla Xilella.

La campagna è stata classificata come a forte rischio a causa delle contraffazioni innescate dalla forte richiesta del mercato interno ed internazionale e dalla effettiva disponibilità di prodotto.

La previsione è  di un forte calo di produzione dell’oro verde, addirittura del 50% e ciò favorisce la contraffazione. 105 le aziende controllate e ben 46 sono risultate non in regola per violazioni che spaziano da situazioni amministrative irregolari, falsa attestazione di tracciabilità degli alimenti, violazione delle leali pratiche di informazione ai consumatori, violazioni sui disciplinari di produzione, sofisticazioni e reati penali.

Sono state complessivamente 46 le tonnellate di olio sequestrato dai Carabinieri. 28 in seguito a sequestro penale e 18 per sequestro amministrativo.

Nel Veronese il sequestro più ingente, 26 tonnellate di olio falsamente indicato come extravergine che in realtà era solo vergine mescolato probabilmente con lampante ossia l’olio destinato una volta alle lampade e ai lampioni ed ora impiegato come combustibile.

Due tonnellate provenienti dall’estero sono state verificate e quindi sequestrate perché non rispondenti agli standards igienici richiesti. 1

8 tonnellate sono state sequestrate in regioni del Sud Italia perché sono risultate allungate con liquidi.

Complessivamente secondo i Carabinieri l’olio italiano è sano ed è il migliore del mondo tanto che ha influenzato le diete delle persone in moltissimi paesi del mondo. Sono altresì necessari adeguamenti degli impianti in frantoi che hanno decine e decine di anni di attività per mantenere l’altissimo standard del prodotto.
Umberto Faedi


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Umberto Faedi

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