
(Adnkronos) – “Il quadro giudiziario probabilmente è quello, però il pubblico ministero starà facendo anche tutte le altre sue valutazioni sulle quali noi non intendiamo interferire e sapremo nei prossimi giorni quali sono gli esiti di queste indagini anche di natura tecnico-investigativa”. Lo ha detto l’avvocato Cosimo Miccoli, legale della famiglia di Lorena Isceri uccisa a Firenze il 3 settembre dal suo ex compagno, parlando con i giornalisti a margine della cerimonia funebre svoltasi questo pomeriggio a Squinzano, in provincia di Lecce.
Sul ruolo dello psichiatra che aveva in cura Federico Vella l’avvocato non entra nel merito ma si limita a dire che “qualcuno potrebbe aver letto male questo momenti di criticità e poteva essere fatto qualcosa”. Nei giorni scorsi era infatti emerso che il 36enne era stato in cura per 15 anni da uno specialista che raggiunto dai microfoni del Tg1, a condizione di anonimato, aveva detto: “L’ultima volta che l’ho visto è stato la scorsa settimana. Era relativamente tranquillo, relativamente… non c’era nessun tipo di segnale. Non me lo sarei mai aspettato per come lo conoscevo e per quello che mi ha raccontato della relazione”.
Sulla possibilità che Lorena fosse in vita al momento in cui è stata lanciata dal viadotto – come emerso dai primi risultati dell’autopsia – “è uno dei due quesiti che il pubblico ministero ha posto ai consulenti. Ci impiegheranno 90 giorni di tempo per produrre l’elaborato peritale e stabilire sia la risposta ufficiale. Il quesito è chiaro. Era emerso, per effetto di fughe di notizie, indiscrezioni giornalistiche, non so, il fatto che fosse viva. I consulenti hanno tenuto a dirmi che loro non sono ancora nelle condizioni di stabilire se è così oppure no”. Prima di essere scaraventata dal viadotto “è stata percossa nel garage, caricata nel bagagliaio e poi portata per 20 minuti in giro fino a raggiungere il ponte dal quale è stata buttata giù”.
—
cronaca
webinfo@adnkronos.com (Web Info)
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni offriamo una informazione libera a difesa della filiera agricola e dei piccoli produttori e non ha mai avuto fondi pubblici. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati, in questo periodo, è semplicemente ridotta e non più in grado di sostenere le spese.
Per questo chiediamo ai lettori, speriamo, ci apprezzino, di darci un contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le migliaia di lettori, può diventare Importante.
Per tali liberalità ricevute non si ravvisa l'esistenza di un rapporto sinallagmatico tra le parti e pertanto non dev'essere emessa fattura (né autofattura).
Puoi dare il tuo contributo con PayPal che trovi qui a fianco.







