Fate rivivere le spiagge, dateci da sognare

Fate rivivere le spiagge, dateci da sognare

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Il blocco del settore turistico ha già fatto quantificare i danni economici, per quanto provvisori, che saranno incolmabili nello scenario drammatico di un prolungamento delle misure di contenimento sanitario a stagione balneare inoltrata.

Sono anche nostre, per la nostra salute, le preoccupazioni di chi ci amministra, tuttavia personalmente ritengo che uno spiraglio di speranza si debba dare all’intera popolazione.

Vedere le nostre meravigliose spiagge così abbandonate, squallidamente vuote, incolte e trascurate, le sabbie ingrigite con le onde che se le mangiano e scaricano sugli arenili tutti i rifiuti del mare, fa stringere il cuore e deprime anche gli animi più resistenti alla quarantena forzata in casa.

Non speriamo, purtroppo, negli stabilimenti aperti a giugno, e temiamo non saremo liberi di andare al mare né a luglio né in agosto. Tuttavia una spiaggia desolata fa più male al cuore ed allo spirito che le città deserte.

Rivolgo un appello a chi può decidere.

Perché non concedere, se non obbligare, ai Comuni, sulle spiagge di loro competenza, di provvedere a quel minimo di lavoro ordinario di “pulizia, raccolta, recupero, smaltimento”? In fondo si tratterebbe di “attività di risanamento” del suolo pubblico.

Perché non concedere, se non obbligare, ai gestori (privati/pubblici) dei tratti di spiaggia a cui si accedere normalmente a pagamento, a fare lo stesso? Questi darebbero modo alle migliaia di maestranze, quelle di sempre, quelle che attendono proprio l’inizio di stagione, di rendersi attivi e utili, nel rispetto di tutte le norme di sicurezza, come per i lavoratori in fabbrica.

Ora è il momento per pulire l’arenile dagli accumuli delle alghe e delle conchiglie, rivoltare e spianare le sabbie. Se questi mesi passano nell’inerzia, ogni giornata di maltempo estivo, autunnale e invernale, sommerà i danni. Se ne dovrebbe rendere conto anche il Demanio.

Anche se non ci sarà il solito afflusso di villeggianti, i gestori “adesso” dovrebbero essere autorizzati a chiamare in servizio i collaboratori stagionali e impiegare questo tempo inattivo per far controllare le cabine, siano in muratura che di legno; può essere il caso di dare una ripitturata generale e pure una riverniciata alle panche, anche per dare in sostanza un’immagine di “rinascita”.
Insomma quello che magari non si sarebbe fatto a inizio di stagione.
E, se proprio si volesse sviluppare la fantasia perfino decorare gli interni con arcobaleni e la frase “andrà tutto bene”, così rimanga per i prossimi anni il ricordo di ciò che è stato il 2020.

Sarebbe utile, per rinfrancare i cuori, anche come auspicio che arrivino i turisti, iniziare ad installare le basi per gli ombrelloni, tenendo conto delle distanze calcolate secondo i dettami odierni. E dare una controllata uno per uno agli ombrelloni e ai tendoni, aprendoli ogni giorno per qualche ora, in modo da assicurarsi che non ci siano ruggini o troppa salsedine sui ferri; chiusi per troppo tempo rischiano il prossimo anno di essere buttati via.

La spiaggia, il mare, significano libertà, sogno, vita.

Sono sicura che una spiaggia rifiorita, anche vista da lontano, sia un toccasana per tutti, a livello psicologico. In qualche modo bisogna approfittare di questo tempo per essere pronti alla ripresa.
Ripresa che prima o poi avverrà, magari con piccoli spiragli. Ma arriverà e allora “Tutti al mare!” ed in buona salute.

Intanto #iorestoacasa e #andràtuttobene.

Maura Sacher

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