Curiosità

Expo: flussi turistici e criticità nell’accoglienza

La mobilitazione di agenzie turistiche nazionali e global tour internazionali per proporre agli aspiranti visitatori dell’Expo i pacchetti turistici “chiavi in mano” sembra non abbia portato i frutti sperati.

A tre mesi dall’apertura dei cancelli dell’Esposizione Universale 2015, gli istituti che fanno sondaggi e monitorano i dati, riconoscono un’affluenza positiva dei visitatori, seppur inferiore alle aspettative. Ma è sul fronte dei “pacchetti” per indirizzare i flussi turistici a visite mirate che si riscontrano criticità.
Se la gran parte dei visitatori proviene dal fai-da-te, anche con il “mordi e fuggi” di un pernottamento in località del circondario, c’è un altro tipo di presenze a cui dare risposte appaganti, le migliaia di operatori di questa fiera internazionale che chiede “dove andare fuori Milano?”.

Nonostante fossero state offerte, chiavi in mano, diverse soluzioni di soggiorno e pacchetti turistici per tutti i gusti, soprattutto fra i “top spender”, nelle 30 mete leader lungo il Po, dai sondaggi effettuati dall’Osservatorio Economico del Paesaggio Fluviale Ospiti sul PO (cap.LuigiVecchia)  leggerasui comportamenti turistici e sulle destinazioni dei visitatori italiani e stranieri, oltre a molte note positive sui flussi in generale all’Expo, emerge tuttavia l’obiettività di una qualche criticità di offerta nei territori rivieraschi al fiume Po non tradizionalmente abituati al turismo e ai flussi di massa.
La fonte informativa è la Newsletter di unpoxexpo2015.org, progetto nato nel 2010 con un portale interattivo costruito sulla domanda di turisti e richieste di Tour Operator del mondo.

UnPOxExPO ha puntato tutto sul #fuorisalone come palcoscenico e vetrina espositiva di cosa il Belpaese poteva mettere a disposizione di tanti stranieri. Ha proposto percorsi, novità insolite e tradizioni più consolidate, rivolte a più target: ai molti per la prima volta in Italia, tra cui tanti giovani, ai manager e anche agli immigrati di rientro per vacanza o diletto.

Le campagne rivierasche al fiume Po, altamente attrattive, sono risultate non preparate ai flussi significativi. È emersa la carenza di segnaletica e cartellonistica per gli accessi verso il fiume Po, ed anche le aree per i parcheggi non sono segnalate.
Inoltre, sono apparse scarse le strutture in grado di rispondere a richieste di comitive e gruppi, e qui lamentele si sono avute per l’assenza di connessione web e banda larga. Ma anche sulla capacità professionale dei gestori ed operatori di accogliere il turista straniero, di riconoscere abitudini e necessità, e in particolare sulla scarsa conoscenza di lingue straniere, basilare per dare accoglienza più piena.

Per contro, sono andati bene i grandi eventi sul fiume e nelle grandi città collegate al fiume, CurtatoneMN-basilica-pellegrini-area-umida-864x400_cle escursioni non tradizionali dedicate alla identità storica e culturale del territorio, e specialmente le visite guidate ai borghi non scontati e fuori mano.

La nota di UnPOxExPO si conclude con la dolente osservazione: «Qualche Expoturista, soprattutto fra i top-spender, ha lamentato la carenza nella offerta di referenze e etichette nei menù e nelle carte dei locali italiani. Grave lacuna per un Paese vocato al Turismo!!».

Maura Sacher


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