Vini e Ristorazione

Etichette più parlanti, lo chiede la UE e l’Anag plaude

Sull’etichettatura delle bevande alcoliche con indicazioni obbligatorie degli ingredienti e della loro esplicitazione nutrizionale, auspicata in seno alla UE, l’Anag plaude mettendosi dalla parte della ‘cultura del buon bere consapevole’.

Conformemente all’attuale normativa, l’indicazione della lista degli ingredienti e della dichiarazione nutrizionale non è obbligatoria per le bevande alcoliche, tuttavia la Commissione europea, nel suo Report di marzo inviato al Parlamento e al Consiglio UE, invita l’industria a rispondere alle aspettative dei consumatori ed a presentare entro un anno dall’adozione del presente report una proposta di autoregolamentazione che dovrebbe coprire l’intero settore delle bevande alcoliche.

“Un altro passo in avanti per garantire trasparenza verso i consumatori e rafforzare la cultura del bere consapevole, coinvolgendo i produttori e andando incontro a etichette sempre più parlanti, come Anag auspica da tempo per promuovere al meglio grappa e distillati”, commenta Paola Soldi, Presidente federale dell’associazione assaggiatori grappa e acquaviti, alla lettura del rapporto.

“Anag – aggiunge la presidente Soldi – saluta con favore questa richiesta che va ad affiancare le novità introdotte lo scorso anno con il decreto varato dal Ministero delle Politiche Agricole per rendere più chiaro l’imbottigliamento e l’invecchiamento. Etichette sempre più chiare e trasparenti, permetteranno al consumatore di orientarsi meglio nel mondo ‘spiritoso’ e favoriranno una crescente cultura del buon bere consapevole, facendo scoprire e apprezzare al meglio il distillato di bandiera e altri prodotti ‘spiritosi’. Questi sono gli stessi obiettivi che la nostra associazione porta avanti nelle sue attività, dai corsi per assaggiatori alle diverse occasioni di degustazione, e rafforzano la richiesta avanzata in passato da Anag di specificare nelle etichette l’annata della grappa. Questo, infatti, rappresenta un aspetto importante per valorizzare il distillato di bandiera partendo dalla sua materia prima, la vinaccia, che è il residuo del vino e si porta dietro tutte le sue caratteristiche organolettiche e chimico-fisiche”.

Maura Sacher


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