Vini e Ristorazione

Enologica: Poderi Morini con il Savignon Rosso IgT

Tutta l’unicità del Savignone Rosso prodotto da Poderi Morini sarà presente a Enologica il Salone del vino e del prodotto tipico dell’Emilia-Romagna che si svolgerà a Bologna dal 21 al 23 novembre 2015. Si avvia così alla conclusione un anno in cui l’azienda di Faenza ha registrato una seria di successi che l’hanno vista vincitrice di premi prestigiosi e importanti accordi commerciali.

A Palazzo Re Enzo l’azienda, non solo presenterà le sue etichette ma accenderà i riflettori  soprattutto sul un vitigno autoctono selezionato dai Master of Wine.

Il 2015 per l’azienda Agricola Poderi Morini è stato un anno di grande crescita a tutti i livelli. Scelta da una nota società coreana, famosa nel mondo per la commercializzazione di un marchio d’abbigliamento femminile, per diffondere la cultura del ben bere, l’azienda vedrà i suoi vini protagonisti di un progetto d’elite; mentre al concorso enologico di  Bruxelles si è aggiudicata la medaglia d’argento con Nonno Rico Romagna Sangiovese DOC Riserva Oriolo 2011 e in Canada è stato premiato l ‘Augusto 2009, il Bursòn di punta dell’Azienda.

A Enologica Poderi Morini metterà in degustazione proprio il “Savignôn”, un vino molto amato dal grande Luigi Veronelli. Fu proprio l’indimenticabile esperto a suggerire ad Alessandro Morini di produrre il Savignone, vinificato in acciaio, senza alcuna elevazione in legno, affinché gli aromi varietali potessero esprimersi in tutta la loro inconfondibile fragranza.

Il Savignone Ravenna Rosso I.g.t, vinificato in purezza, ha note intense, aromatiche con sentore di fragola di bosco, melograno e rosa selvatica, vellutato al palato e piacevolmente tannico.

Un vitigno dalle origini antiche come si ricava dai vecchi Cabrei e catasti agricoli risalenti al 1600 che riportano come nei terreni nei pressi dell’antica torre di Oriolo a Faenza, particolarmente vocati per la coltivazione della vite, si ottenessero già vini di pregio.

La riscoperta del “Savignôn Rosso”, nome dialettale del Centesimino, è dovuta ad un certo Pianori Pietro detto “Centesimino” negli anni 40, ma l’origine delle marze usate per il primo vigneto, è tuttora sconosciuta; l’analisi del DNA condotta dall’Istituto di San Michele all’Adige ha permesso di constatare la mancanza di affinità con altri vitigni coltivati in Italia e con il Sauvignon Rosso Francese.

Anche le bottiglie di Savignone, come tutta la produzione Morini, sono inconfondibili per le etichette d’autore, assolutamente non convenzionali, che dichiarano lo stretto rapporto tra la passione per l’arte e quella della vinificazione, un’arte antica che necessita di “maestria” per creare veri capolavori da mettere in bottiglia.

Roberta Capanni


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Sonia Biasin

Giornalista pubblicista, diploma di sommelier con didattica Ais e 2 livello WSET. Una grande passione per il territorio, il vino e le sue tradizioni.

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