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Emozioni al Premio Packaging

Avete mai avuto la sensazione che un luogo sia incantato prima ancora di conoscerlo e percepite una intensa energia? È quello che mi è successo appena oltrepassata la galleria,IMG_3399 scavata nel 1976 prima che venissero bloccati i lavori per la strada litoranea che doveva collegare Scopello a San Vito Lo Capo, entrando nella riserva naturale orientata dello zingaro, prima area protetta istituita in Sicilia nel 1981 che si estende nella parte occidentale del golfo di Castellammare in provincia di Trapani.

Un immenso giardino fiorito, 1600 ettari senza strade, città e porti attraversati solo da sentieri e trazzere, 7 km. di costa rocciosa, vallate segnate dal carsismo, piccole calette di ciottoli bianchi bagnate da un mare cristallino IMG_3479e bordate dai marciapiedi a vermeti, una rarità da tutelare, opulenta vegetazione di tipo mediterraneo ed alcune unicità come la Grotta dell’Uzzo, uno dei più importanti siti preistorici dell’intera Sicilia. 750 specie vegetali di cui una gran parte endemiche, tra cui le orchidee, la palma nana che cresce ovunque, simbolo stesso della riserva.  Olivastri, mandorli, frassini, euforbia, lentisco e carrubi, mirto, ampelodesma, allori, capperi ed anche il pomodoro selvatico. Nella riserva nidificano alcune specie di uccelli a rischio di estinzione come l’aquila del Bonelli ed oltre 40 altre specie tra cui il gheppio, il falco pellegrino, l’allocco e la poiana ed ancora numerosi mammiferi e rettili, alcuni di essi sapientemente modellati in creta sono esposti presso il Museo Naturalistico. Presso il Centro visitatori è possibile avere un assaggio delle tecniche dell’arte dell’intreccio ed ammirare i manufatti realizzati con le foglie delle palma nana e con la disa, come le sedie impagliate dai disegni geometrici e le corde che con i semi della palma si trasformano in originali gioielli.IMG_3440

Se a questo aggiungiamo la competenza di una guida ambientale preparata ed appassionata che si commuove nel raccontare il suo incontro con un puledro di cavallo selvaggio avvistato nei pressi del baglio di Cusenza, una struttura abbandonata nei primi anni Cinquanta di cui si sta curando il recupero, la visita seppure breve alla riserva dello Zingaro si trasforma in una esperienza di valore umano difficilmente misurabile. Tra le rare bellezze paesaggistiche non sono da trascurare i momenti condivisi  con la direttrice, Rosa La Barbera, ed i suoi collaboratori in occasione di una pausa pranzo con prodotti veri, unici e semplici. Ma di questo ne parleremo ancora.

Piera Genta


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