Easy Rider: il mito della motocicletta come arte

Easy Rider: il mito della motocicletta come arte

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La mostra è organizzata presso la Reggia di Venaria, alle porte di Torino,  negli spazi della Citroniera delle Scuderie Juvarriane dal 18 luglio al 24 febbraio 2019 esattamente vent’anni dopo the Art of Motorcycle del Guggenheim Museum di New York che ne raccontava la storia con 114 modelli.

Sono 50 le moto esposte a Venaria, alcune ricordano film leggendari, come il chopper di Easy Rider, la Triumph Bonneville che Steve McQueen guidava ne La Grande Fuga, ma anche i bolidi  da gran premio, la MV Agusta di Giacomo Agostini, la Yamaha di Valentino Rossi e la Ducati di Casey Stoner. Altri veicoli fanno un tutt’uno con il viaggio e l’avventura: la mitica Vespa di Bettinelli che ha percorso 24.000 km da Roma a Saigon, le special che hanno attraversato il deserto di sabbia della Parigi-Dakar, e ancora enduro, trial, nastri d’asfalto. Moto che dialogano con opere d’arte, tra i nomi degli artisti, Antonio Ligabue con l’Autoritratto con moto (1953), Mario Merz con Accelerazione = sogno (storica installazione esposta in diversi musei a partire dal 1972), Pino Pascali con 9 mq di pozzanghere, Alighiero Boetti, Rosso Guzzi e Rosso Gilera (1971), la grande scultura Vejo di Giuliano Vangi (2010), le fotografie inedite di Gianni Piacentino High Speed Memories  che testimoniano la sua attività nelle corse in sidecar e la scultura Self Portrait Race. Autentica chicca sono i dipinti di Paul Simonon, ex bassista dei Clash, appassionato collezionista di moto.

Nove le sezioni in cui si sviluppa il racconto: Stile, forma e design italiano; Il Giappone e la tecnologia; Mal d’Africa; La velocità; Sì, viaggiare; London Calling; Il Mito americano; Terra, Fango e Libertà; La moto e il cinema.

Piera Genta

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