Dizionario Etimologico dei principali 1000 Vini Italiani: un libro che mancava

Dizionario Etimologico dei principali 1000 Vini Italiani: un libro che mancava

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In Italia il vino è parte della cultura e della storia del nostro paese. L’Italia veniva chiamata Enotria Tellus, da oinos che in greco significa vino.

Terra del Vino per le sue caratteristiche geografiche quasi uniche che ben si prestavano e si prestano a coltivare la vite.

All’inizio Enotria connotava una parte di Italia, ovverossia il Cilento, la Basilicata Centrale e la parte della odierna Calabria che spazia ad est dall’Altopiano della Sila, a sud dall’Istmo di Catanzaro e ad ovest dal Mar Tirreno.

Gli Enotri sono una antica popolazione dell’epoca preromana proveniente dalla Grecia stanziata intorno al XV Secolo a.c. nel territorio che poi da loro prese il nome.

Dionigi di Alicarnasso era un intellettuale di origine greca, trasferitosi a Roma visse durante il principato di Augusto primo imperatore romano, descrive Enotria come una terra ottima per la viticoltura, l’agricoltura, la pastorizia e l’allevamento di animali.

Il libro di Emanuele Grieco non prende in esame le decine di migliaia di nomi commerciali e di fantasia che compaiono sulle etichette delle bottiglie.

Ci sono centinaia e centinaia di libri sul vino in Italia, ma finora nessuno era stato dedicato interamente alla etimologia ed al significato dei vini e dei vitigni.

Nel libro viene indicata l’origine, il significato e l’anno di attestazione della parola nella lingua prima latina, poi volgare e successivamente italiana. Il volume “Vini d’Italia – Dizionario Etimologico” edito da Edizioni Lui’ di Chiusi – Siena spiega l’origine ed il significato di mille nomi dei principali vini e vitigni italiani.

Milioni di appassionati e consumatori, enoturisti, centinaia di migliaia di addetti del settore e probabilmente oltre il 95 % di loro non conosce il significato e l”origine del nome del vino che bevono, degustano e comprano, dei vigneti che vanno a visitare, che coltivano, che producono, che vendono.

Da Abbuoto a Zucco sono spiegati i motivi ed il significato dei nomi e l’origine che li ha determinati, a volte con più di una interessante ipotesi. Sono comprese le 332 DOC, le 74 DOCG, la prima fu l’Albana di Romagna Passito e le 118 IGT che a volte sono indicate come IGP. Alcuni sono nomi storici, altri molto celebri e tantissimi comuni.

Emanuele Grieco ha lavorato cone operatore sanitario ed è da poco in pensione. Laureato in scienze politiche, si interessa di storia locale, è appassionato per il mondo del linguaggio e per l’indagine etimologica delle parole, il significato dei nomi e dei toponimi, non solo dei vini, e ha svolto accurate ricerche di toponomastica e di onomastica  che sono sfociate in varie pubblicazioni.

Seguendo questo filone ha intrapreso uno studio sulla origine ed il significato dei nomi dei vini che ha portato alla pubblicazione di questo volume. Il libro è stato presentato al Circolo Culturale Villa Paradiso in Via Emilia Levante a Bologna.

È stato un pomeriggio davvero interessante ed istruttivo, c’è sempre da imparare e in questa epoca ipertecnologica e basata sui social un libro di questo valore culturale non viene affatto travolto dalla tecnologia. Il Circolo Culturale confina casualmente con l’Osteria Vini d’Italia, una osteria storica di Bologna, che ha curato l’aperitivo seguito alla presentazione.

Un ottimo Erbaluce assai profumato e con un bellissimo colore giallo oro, molto intenso e persistente si poteva scegliere in alternativa con un ottima Lacrima di Morro d’Alba ricco di sentori di frutta rossa, elegante, morbido e assai persistente e un Gutturnio dei Colli Piacentini robusto, ricco di note speziate ma un poco sgarbato.

Il libro si può acquistare a Villa Paradiso e all’Osteria Vini d’Italia e non dovrebbe mancare nelle case degli appassionati e di chi lavora nel grande universo del vino italiano.

La cultura è come una vite, va annaffiata e curata e in Italia abbiamo ottimi vini che bevuti con giusto discernimento in compagnia, bere da soli è triste e deleterio, sono un ottimo patrimonio culturale.

Umberto Faedi 

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Umberto Faedi

Vicedirettore

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