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Corso per giornalisti sulla contraffazione alimentare

Lunedì 20 luglio 2015 al Circolo della Stampa di Milano si svolge il primo corso di formazione per giornalisti, organizzato dall’associazione di giornalisti agroambiente e food Arga Lombardia Liguria e Coldiretti Lombardia.

Il corso, di una mattinata, si intitola “Cosa c’è nel piatto? Sicurezza alimentare, contraffazione e ruolo dell’informazione” ed è il primo di una serie di momenti formativi riservati ai giornalisti e preparati da Arga Lombardia Liguria e Coldiretti in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti della Lombardia nell’anno di Expo.

Interverranno: Rolando Manfredini responsabile sicurezza alimentare Coldiretti che spiegherà il sistema dei controlli sugli alimenti, Attilio Barbieri, giornalista e blogger già fondatore di etichettopoli.com che parlerà del tema delle etichette dei prodotti alimentari, Fabio Benati, presidente Arga Lombardia Liguria, che si soffermerà su alcuni aspetti della deontologia del giornalismo agroalimentare illustrando il Protocollo Regione Lombardia – Padiglione Italia Expo 2015 – Unaga in materia di informazione corretta in ambito agroalimentare. Terranno interventi anche Gianni Fava, assessore Agricoltura Regione Lombardia, ed Ettore Prandini, presidente Coldiretti Nazionale.

Durante i lavori, verranno proiettati video e poster relativi all’attività di Coldiretti nella lotta alla contraffazione alimentare con immagini della mostra “Falsi e Rifalsi”, che ritraggono i prodotti tarocchi. Cibi taroccati

Secondo la Coldiretti, la contraffazione, la falsificazione e l’imitazione dei prodotti alimentari Made in Italy nel mondo ha superato il fatturato di 60 miliardi di euro nel 2014, che comportano un mancato introito per l’Italia a fronte di un export nazionale che tocca i 30 miliardi. Il presidente Moncalvo lo ha ribadito recentemente a Mestre.

«Due prodotti alimentari di tipo italiano su tre in vendita sul mercato internazionale – ha denunciato  Moncalvo – sono il risultato dell’agropirateria internazionale». In testa alla classifica dei prodotti più taroccati secondo la Coldiretti ci sono i  formaggi, a partire dal Parmigiano Reggiano e dal Grana Padano che ad esempio negli Stati Uniti in quasi nove casi su dieci sono sostituiti dal Parmesan prodotto in Wisconsin o in California.

I negoziati sull’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti, Tansatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP), è determinante soprattutto per tutelare le produzioni agro-alimentari italiane dalla contraffazione e dal cosiddetto fenomeno dell’Italian sounding.
A questa realtà, come Moncalvo ricorda, se ne aggiunge una ancora più insidiosa: l’italian sounding di matrice italiana, che importa materia prima (latte, carni, olio, farine) dai paesi più svariati e ne ricava prodotti venduti come italiani. Questo, perché non esiste per tutti gli alimenti l‘obbligo di indicare la provenienza in etichetta e l’Europa nicchia.

Maura Sacher


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