Conoscere la Thailandia attraverso il cibo

Conoscere la Thailandia attraverso il cibo

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La Galdus Academy di Milano e la Cookin’ Factory di Claudia Fraschini a Torino hanno ospitato l’evento “About Thai culture” organizzato da Gambero Rosso in collaborazione con l’Ente Nazionale del Turismo Thailandese per far conoscere attraverso i sapori  la cultura del magico Paese del Sorriso proprio nel 2018, anno che segna   il 150^ anniversario delle relazioni diplomatiche tra Roma e Bangkok.

La Thailandia, come afferma Mario Degl’Innocenti, marketing officer dell’Ente, rappresenta una meta privilegiata per gli Italiani che nel 2017 sono stati quasi 300mila, prima nazionalità dopo gli Stati Uniti e nei primi sei mesi del 2018 l’incremento è stato del +6%.

Adesso si punta a fare della Thailandia anche una meta gastronomica per scoprire la cultura attraverso la varietà degli ingredienti e la qualità della cucina locale. Pensiamo solo a Bangkok risultata la capitale più visitata al mondo che ha una grande concentrazione di ristoranti ad una stella Michelin, ben 14 e 3 a due stelle. L’importanza del cibo in questo paese lo dimostra la domanda quando si incontra un conoscente Hai già mangiato? Un invito ad uno spuntino.

I due eventi hanno coinvolto numerose persone in attività varie tra cui uno showcooking dimostrativo con competizione ai fornelli in collaborazione con chef italiani del Gambero Rosso Academy e thailandesi (Mr. Achira Sajjatanawat, Royal Thau Cuisine Executive e Wachiravit Homboonyong, souschef) per provare a replicare le ricette tradizionali con ingredienti facilmente reperibili in Italia.

Il menu degustazione presentato, cinque piatti tradizionali tra cui il Pad Thai, ricetta oggetto della competizione, era abbinato a vini italiani scelti tra quelli che hanno ottenuto i 3 bicchieri nella guida Vini d’Italia del Gambero Rosso. La cucina thailandese è una vera arte dai sottili equilibri, un perfetto bilanciamento cinque sapori fondamentali che ricorre in ogni singola pietanza, completato da spezie tipicamente tropicali. Inoltre  tutti i piatti vengono serviti nello stesso momento e questo significa che qualsiasi scelta di bevande deve rispondere ad una serie di sapori. Da aggiungere  che non esiste nel paese una tradizione di cultura del bere e di vinificazione, quindi possiamo dimenticare le regole auree degli abbinamenti e andiamo a scoprire che i vini bianchi possono armonizzarsi con la carne bovina e i vini rossi con le verdure. La chiave è trovare l’equilibrio. Per i bianchi la scelta è andata su vini freschi con sentori di note fruttate, aromatici; per i rossi l’importante che non siano tannici, non abbiano sentori di legno e non presentino eccessiva acidità.

Bella la coreografia con le immancabili verdure intagliate, gli ombrellini di carta ed i vestiti realizzati con le scintillanti  stoffe e la preparazione dal vivo, non solo dei Look chup, miniature di frutti dall’aspetto attraente e colorato, un tempo preparate esclusivamente per i sovrani, ma anche di un altro antico dessert fatto di latte di cocco, farina di riso e zucchero e la Somtam, l’insalata di papaya verde con peperoncini, lime e salsa di pesce.

 

Piera Genta

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