Cjarsòns, delizia della Carnia

Cjarsòns, delizia della Carnia

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Una più che trentennale festa dedicata ad una delle specialità più tradizionali della Carnia, i “cjarsòns”, chiamati anche “cjarsòns” o “cjalzòns”, a seconda della locale varietà linguistica del carnico-friulano, si svolgerà a Sutrio (UD) domenica 4 giugno 2017.

Il paese di Sutrio è noto per la rassegna di presepi artigianali ambientata tra cortili, loggiati e cantine delle case più caratteristiche, e aderisce alla rete degli alberghi diffusi. Nel suo incantevole borgo per la manifestazione “I Cjarsòns, la tradizione della Carnia”, dieci saranno i punti di degustazione allestiti negli angoli più caratteristici del paese, dieci quanti i paesi di tutte le vallate della Carnia coinvolti, che proporranno ognuno la propria ricetta.
In degustazione i più pregiati vini di grandi aziende friulane.

I cjalsons, normalmente considerati in Carnia il piatto tipico delle occasioni di festa grande, possono sconcertare i palati non preparati al particolare sapore dal gusto misto dolce in una pietanza servita come primo. Si tratta di tortelli originariamente fatti con le patate, come gli gnocchi, ma ora anche con farina e acqua, e di base ripieni di ricotta salata con l’aggiunta di ingredienti che variano da famiglia a famiglia, di paese in paese.
Sono attestate più di quaranta ricette.

Le versioni sono tante e diverso ne risulta il sapore, dipende dal ricettario casalingo, ma anche dalla scelta degli chef moderni che se ne sono impadroniti, trasformando i piatti con stile artistico.
La caratteristica finale, tuttavia, è sempre una: i cjarsòns vanno serviti cosparsi di burro fuso e una spolverata di ricotta affumicata grattugiata, e frequentemente spolverati di cannella.

I cjarsòns vantano una remota storia, radicata nell’ardua vita delle popolazioni di queste vallate delle Alpi Carniche. Infatti, secondo la tradizione locale, quando i “cremar”, al ritorno dai loro spostamenti in giro per l’Italia settentrionale e in Europa per vendere le erbe coltivate in Carnia e le spezie acquistate ai mercanti veneziani, tornavano a casa, le mogli raccoglievano dal fondo dei loro zainetti di legno forniti di cassettini (“crassigne”) quello che era rimasto e utilizzavano gli avanzi per creare il pasto con cui festeggiare il ritorno dei mariti.

Non vogliamo svelare alcuna delle varianti dei “cjarsòns / cjarsòns / cjalzòns”, solleticando la curiosità e invitando ad assaporare ognuna negli stand di Sutrio (Carnia, provincia di Udine, in Friuli Venezia Giulia, raccomandandovi di non scambiare il carnico per friulano).

Maura Sacher

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