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C’era una volta quelli che a tavola con il web, oggi una riflessione

A gennaio e in settembre 2013, questa testata con l’allora Club Olio Vino Peperoncino promosse due convegni “Quelli che… a tavola con il web”.

L’intento era evidenziare lo stato dell’arte della comunicazione enogastronomica al tempo del web 2.0.

Sono trascorsi quasi dieci anni e come disse il nostro sempre compianto Piero Valdiserra, «il Web rappresenta un’opportunità senza precedenti di dialogo e di crescita per tutti gli operatori coinvolti, dagli addetti ai lavori agli appassionati, agli enoturisti ecc. e potremo comprenderne appieno le conseguenze sociali solo tra qualche decennio».

Nelle previsioni i tempi si sono accelerati.

A causa del disastro trascinato con l’improvvisa pandemia, dal 2020 abbiamo assistito ad una vera rivoluzione nel modo di presentare i propri prodotti vinicoli – e anche ortofrutticoli – da parte delle aziende.

Chiuse le rivendite di alcolici, chiusi i ristoranti e i bar, soppresse tutte le attività promozionali enogastronomiche, tutte le rassegne nazionali ed internazionali, le fiere, i concorsi e le degustazioni dal vivo, ai produttori non è rimasta altra strada che concentrarsi su altri sistemi di vendita delle proprie eccellenze, uscendo dalle modalità di business di nicchia e facendo ricorso al web.

In questi ultimi anni, gli imprenditori non hanno perso tempo, e nemmeno gli specialisti del digitale.
Sono nate innumerevoli piattaforme per ospitare le informazioni enogastronomiche onde favorire la vendita di prodotti.
Velocemente si sono diffuse le più varie applicazioni (App) per permettere all’utenza di soddisfare i propri desideri in fatto di vino e di cibo e di raggiungerli alla fonte, facendoseli recapitare a domicilio.

Grazie ad Internet, tutti “a tavola con il web”.

Resta, tuttavia, ancora sempre, il vero metro che misura la “qualità”, ossia la competenza di chi fa informazione e comunicazione.

Questa testata on-line, da anni si dedica alla promozione e valorizzazione del patrimonio agroalimentare italiano, con speciale attenzione alle piccole imprese di cui – attraverso i propri collaboratori – ha sperimentato il valore.

Con il loro impegno professionale, confidiamo di aver contribuito a rendere soddisfacente il desco a “quelli che…” si affidano al web, ed in particolare a noi.

Forse, un domani, in una nuova tavola rotonda, un’altra riflessione potrà dirci quali sono i risultati di questa direzione della comunicazione.

Intanto, auguriamo una buona ripresa a tutte le aziende che contribuiscono all’enogastronomia italiana anche mediante le attività turistiche.

Maura Sacher

 


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