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Castelfranco Veneto: un picolo diamante dalle molte sfaccettature

Castelfranco Veneto: un piccolo diamante dalle molte sfaccettature   Una cittadina a misura d’uomo, che racchiude al suo interno una serie di tesori architettonici

Castelfranco Veneto: un piccolo diamante dalle molte sfaccettature

 

Una cittadina a misura d’uomo, che racchiude al suo interno una serie di tesori architettonici, storici, artistici ed enogastronomici: in provincia di Treviso, ma poco distante da Padova e Vicenza, Castelfranco Veneto stupisce ed affascina. 

Questa cittadina medievale dal sapore tradizionale con un tocco di creatività  e leggerezza dato dalla presenza del Conservatorio Steffani, famoso tra l’altro per la rinomata scuola di Jazz del maestro Carollo, può rivelarsi la meta ideale per un lungo weekend nel pieno di una profumata primavera come quella che stiamo vivendo, in modo da prendersi il tempo per godersi la splendida piazza Giorgione e le mura alle sue spalle, passeggiando poi nelle viuzze nascoste sotto la Torre Civica, facendo una sosta culinaria al Ristorante Alla Torre, per poi riprendere nel pomeriggio con una rilassante passeggiata nel lussureggiante giardino di Villa Bolasco e infine godersi una meritata cena al Ristorante Antico Girone. 

L’itinerario che vorrei suggerire è percorribile interamente a piedi ed è adatto a tutti coloro che amano lasciare l’auto e magari raggiungere la destinazione prescelta con il treno: la stazione di Castelfranco Veneto è a pochi passi dalle mura e le linee ferroviarie la collegano in tempi brevi a Padova, Vicenza e Treviso. 

Per il pernottamento consiglio due Hotel 4 stelle sperimentati personalmente, Alla Torre e Al Moretto, due stili diversi ma entrambi di altissimo livello per accoglienza, servizi, pulizia e attenzione al dettaglio.

 La scoperta della città inizia quindi da piazza Giorgione, il salotto buono dei Castellani, questo il nome degli abitanti di Castelfranco; dalla piazza si può ammirare l’imponente cinta muraria che la rende riconoscibile tra tante. 

Il castello che dà il nome alla cittadina infatti, da castello-franco ovvero esente da tasse per i primi abitanti-difensori, con le sue mura di circa 230 metri per lato, il fossato, le quattro torri d’angolo e la Torre Civica chiamata anche Torre dell’Orologio, merita una visita ed anche delle soste per scattare qualche fotografia. 

Dalla prossima estate una parte del camminamento sulle mura alte circa 17 metri verrà aperto ai visitatori, consentendo quindi di ammirare la bellezza del paesaggio urbano da una prospettiva nuova. 

Chi avesse piacere di saperne di più può contattare gli uffici del Comune all’indirizzo mail info@comune.castelfranco-veneto.it oppure iat@comune.castelfranco-veneto.tv.it

Piazza Giorgione

 

Mura, foto fornite dagli uffici del Comune

Il portico che consente di attraversare la Torre Civica da parte a parte conduce tra le vie della città vecchia, che si percorre per scoprire una delle ricchezze più famose e celebrate, il Duomo che custodisce la Pala del Giorgione, uno dei pochi dipinti attribuitegli con certezza. 

Considerato uno dei pittori più grandi e misteriosi del Rinascimento, Giorgione nasce a Castelfranco tra il 1477 e il 1478 ed il suo nome è legato strettamente alla città, che non manca di celebrarlo e presentarne le opere al pubblico in diverse situazioni ed occasioni. 

I visitatori che come chi scrive sono interessati a scoprire di più sulla vita e le opere del pittore simbolo di Castelfranco, troveranno ciò che cercano nel Museo Casa Giorgione, a pochi passi dal Duomo, dove potranno ammirare il misterioso “Fregio delle Arti liberali e meccaniche”, su cui ancora gli studiosi discutono ed apprendere le ultime scoperte che una delle massime esperte di studi sul pittore sta catalogando sulla base di un testo ritrovato a Sidney ed acquistato da ignoti nel 1928: la dottoressa Anderson, emerita dell’Università di Melbourne in Australia, che sarà presente a Venezia ospite dello IUAV il 14 maggio prossimo per una conferenza dal titolo “Giorgione fintore excelentisimo del Rinascimento Veneziano”.

Foto 3 Duomo
Pala del Giorgione fornite dagli uffici del Comune: raffigura la Madonna in trono con il Bambino, S. Francesco e S. Nicasio, che impugna l’insegna dei cavalieri di Malta.

 

 

 

 

 

 

      Proseguendo lungo il nostro itinerario entro le mura, si consiglia di fermarsi ad ammirare il Teatro Accademico, progetto dell’architetto Francesco Maria Preti, realizzato in più tempi tra il 1754 e il 1780. 

opera di chi scrive, particolare del Fregio delle Arti liberali e meccaniche

Il Teatro nacque quale luogo di ritrovo e studio degli Accademici, per questo ha particolarità di avere, raro per un edificio del genere, delle grandi finestre che dessero luce sufficiente. 

A metà ottocento subì diverse modifiche su commissione del podestà Francesco Revedin ed in seguito fu utilizzato per la rappresentazione di opere, prima fra tutte Il Trovatore di Giuseppe Verdi.  

Nel 1970 dalla Società del Teatro fu venduto al Comune per la simbolica cifra di 100 lire.

Foto teatro fornita dagli uffici del Comune

 

 

A pochi passi, per chiudere in bellezza prima di un meritato caffè o un aperitivo allo storico Borsa Bistrot in Piazza Giorgione, è visitabile un piccolo tesoro d’arte e storia, lo Studiolo di Vicolo dei Vetri. 

Nato pare come studio notarile, nel 1506, riscoperto soltanto nel 1991 ed aperto al pubblico nell’autunno del 2020, si può visitare contattando in anticipo gli uffici del Comune. 

Affrescato da maestranze venete, date le dimensioni davvero ridotte, consente a chi vi accede di sentirsi immediatamente parte della storia e della vita della società del tempo.

 

Studiolo di Vicolo dei Vetri 

Che sia per un caffè o per chi lo desidera un aperitivo, la sosta al Borsa Bistrot soddisferà i gusti di tutti, con un’ampia selezione di bevande e cibi dolci e salati, tra cui non mancano i famosi “cicchetti”, le tapas del veneto, oggi conosciute anche dai visitatori stranieri. 

La soddisfazione sarà doppia quando sorseggiando uno spritz o un bicchiere di vino, si scoprirà di trovarsi nell’edificio dell’Antica Loggia dei Granai, risalente al 1603 e sede dell’antica borsa del grano, che al tempo veniva utilizzato come valuta al posto della moneta.

Per il pranzo si fanno davvero quattro passi, il Ristorante Alla Torre infatti è appena fuori le mura, ben visibile dalla Loggia. 

Il locale raffinato ed elegante ha menù per tutti i palati, dai piatti della tradizione locale quali bigoli all’anatra o risotto con verdure di stagione, tra tutti asparagi e radicchio, al pesce ed alla carne, tra cui un delizioso piatto di costolette d’agnello con verdure croccanti.

 

Nel pomeriggio, per respirare aria buona, rilassarsi nel lussureggiante giardino all’inglese ed ammirare le sale sontuose, adorne di lampadari di Murano, specchi ed affreschi, ci si può recare a Villa Bolasco, opera dell’architetto Meduna su commissione del Conte Revedin Bolasco nella seconda metà dell’ottocento. 

La Villa ed il parco di otto ettari, raggiungibili a piedi facendo una breve passeggiata fuori le mura, in seguito ad un lascito è oggi di proprietà dell’Università di Padova, che la apre al pubblico ed offre delle visite guidate a cura delle guide naturalistiche dell’Orto botanico di Padova. 

La sala da ballo, le scuderie dall’architettura elegante ed insolita, vi trasporteranno in un attimo lontano nel tempo e nello spazio, tuttavia proseguite perché la vera scoperta è il parco, ricco di laghetti, ponticelli e piccole colline artificiali, ospita una particolarissima serra in stile moresco ed una struttura insolita, un’arena-cavallerizza, circondata da statue equestri, realizzata per volere del Conte che la usava come il suo maneggio preferito. Gli orari per le visite e le altre informazioni sono presenti sul sito https://www.villaparcobolasco.it/.

Per una cena all’insegna della tradizione rivisitata con originalità dallo chef Paolo Bavaresco, ci si ferma al Ristorante Al Girone, proprio sotto la Torre Civica. 

L’atmosfera accogliente e raffinata del ristorante ed il sorriso della coppia di giovani ristoratori Laura Gentilini e il marito Mauro fanno da cornice a piatti deliziosi da mangiare con la bocca e con gli occhi: flan di bisi di Borso su fonduta di Morlacco con olio al basilico e gelato al parmigiano; 

Risotto agli asparagi di Bassano del Grappa e uovo mimosa, sella di coniglio in porchetta con salsa di carote ed erbette primaverili e per dessert Cardinal in gondola con gelato alla focaccia veneziana, un mix perfetto di sapori e consistenze con salsa ai frutti rossi, fichi secchi, crumble di nocciole e gelato, di cui abbiamo il piacere di presentare ai nostri lettori la ricetta, in modo che i più esperti in tema di pasticceria si divertano a sperimentarla:

 imbeviamo i fichi secchi nel Cardinal Mendoza, prepariamo il crumble di nocciola (farina 150 gr di riso; 150 gr di granella di nocciola; 100 gr di burro; 80 gr di zucchero 30 gr cacao passare tutto in forno e cuocere per 10 min );

Con fragole e mirtilli freschi prepariamo la salsa ai Frutti rossi (500 gr di frutta e 100 gr zucchero;  fare bollire per qualche minuto , mixare e passare a colino);

Prepariamo la crema inglese (200gr di tuorlo, 500gr panna,  500 latte, 100 gr zucchero. Portare in ebollizione il latte, aggiungere tuorlo con zucchero. Lasciare raffreddare; Caricare il sifone )

Infine per il gelato alla focaccia veneziana (1 litri di latte, 240 gr di zucchero, 500 gr di focaccia, 800 gr di panna, 10 gr di albume. Disporre tutti gli ingredienti in gelatiera ed avremo il gelato.

Componiamo poi tutti questi elementi nel piatto e buon dolce!  

Tutto il pasto è stato accompagnato dai vini della Cantina Manera, di cui avremo modo di parlare nella prossima puntata, che sarà dedicata all’itinerario nei dintorni della città, più adatto a chi si sposta in auto.

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Entrambe le puntate sono frutto della mirabile organizzazione di un tour guidato per esperti di settore da Drago Press di Maurizio Drago e Impressioni di Federica Pagliarone, in collaborazione con l’Assessore alla Cultura del Comune di Castelfranco Veneto.


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