Curiosità

Casaliva, l’oro giallo del Lago di Garda

Casaliva, l'oro giallo del Lago di Garda

Casaliva, l’oro giallo del Lago di Garda

“Flos Olei” 2023, la guida al mondo dell’olio extravergine ha premiato i frantoi delle tre sponde del Lago di Garda: Comincioli, Manestrini, Bonamini, Agraria Riva, OlioCru e Laghel di Paola Jori.

«Kennst du das Land wo die Zitronen blühn, / Im dunklen Laub die Goldorangen glühn, / Ein sanfter Wind vom

Gianfranco Comincioli (Puegnago), il re dell’olio denocciolato del Garda

blauen Himmel weht, / Die Myrte still und hoch der Lorbeer steht?

 (“Conosci tu il Paese dove fioriscono i limoni?

 E tra le foglie cupe brillano le arance d’oro? Una brezza lieve dal cielo azzurro spira. Il mirto è immobile, alto è l’alloro”).  

E’ l’inno al nostro BelPaese che Goethe scrisse nel Grand Tour in Italia (“Italienische Reise”) del settembre 1786.  

Prima tappa, oltrepassato il Brennero, la città di Trento per una breve sosta, poi Rovereto e all’indomani Torbole. Ed è qui che il poeta e drammaturgo tedesco rimase affascinato dalla bellezza del Lago di Garda. 

Un olio straordinario grazie al particolare microclima mediterraneo

Qui, oltre ai limoni, da tempo immemorabile cresce l’olivo sopravvissuto alle glaciazioni grazie alle particolari condizioni climatiche.

Giancarlo Bonamini con la moglie Sabrina davanti alle macine in pietra del frantoio di Illasi

Ed è proprio questo microclima mediterraneo che consente agli olivi di regalarci un olio straordinario pur trovandosi al limite estremo (46° parallelo) oltre il quale nessuna pianta d’olivo potrebbe sopravvivere. 

Un olio straordinario – dicevamo – premiato anche dalla guida “Flos Olei” 2023, la Bibbia degli extravergini curata da Marco Oreggia e Laura Marinelli che recensisce le cinquecento migliori aziende olivicole dei cinque continenti.

Premiato il 46° Parallelo monocultivar bio Casaliva del Frantoio Agraria di Riva del Garda

Arrigo Pisoni, presidente dell’Associazione Amici dell’Olio Estremo

Quest’anno la guida ha premiato con un punteggio superlativo (99 centesimi) l’olio Casaliva da agricoltura biologica 46° Parallelo del Frantoio dell’Agraria di Riva del Garda. 

Questo il giudizio del panel di degustatori: “Colore giallo dorato intenso con leggere venature verdi, limpido. Al naso si apre ampio e avvolgente, ricco di sentori aromatici di menta e rosmarino, cui si affiancano note speziate di pepe nero e un marcato ricordo di mandorla. 

Complesso e di carattere al gusto, unisce toni vegetali di carciofo, cicoria selvatica e lattuga. 

Apprezzato il piccante. Si accompagna con bruschette a base di verdure, insalate, marinate di ricciola, passati di patate, primi piatti con salmone, gamberi in guazzetto, seppie alla griglia, coniglio arrosto, pollame alla piastra, formaggi caprini”.

Sulla sponda trentina 98/100 al denocciolato “Origini” dell’azienda bio OlioCru (Riva)

Rimanendo sulla sponda trentina “Flos Olei” 2023 ha premiato con il lusinghiero punteggio 98 centesimi anche il denocciolato Origini da agricoltura biologica dell’azienda OlioCru,

oli premiati

Maso Belli, di Riva del Garda. Il proprietario, Mario Morandini, possiede 2.500 olivi e gestisce un frantoio all’avanguardia che trasforma oltre alle proprie olive, quelle di alcuni conferitori. Il denocciolato Origini (Casaliva 40%, Coratina 30%, Frantoio 30%) si presenta – leggiamo la recensione – con un bel colore giallo dorato intenso con nuance verdoline, limpido. 

Al naso è pieno e avvolgente, ricco di sentori vegetali di carciofo, cicoria e lattuga cui si affiancano note di erbe officinali con prevalenza di menta e rosmarino. Vivace e complesso in bocca, unisce toni speziati di pepe nero e chiude con un ricordo di mandorla. Il piccante è bene espresso. 

Sul podio anche l’extravergine Elle Sette Casaliva dell’azienda Laghel (Arco)

Sul podio con 95 centesimi anche l’extravergine Elle Sette Casaliva da agricoltura biologica dell’azienda Laghel (Colodri di Arco). 

Casaliva, la cultivar che caratterizza gli extravergine del Trentino

Nume tutelare dell’azienda, una struttura agrituristica che produce olio, ortaggi, frutta e piante officinali, è Paola Jori che gestisce anche un piccolo polo zootecnico con cavalli e asini. 

Ma il gioiello dell’azienda è l’oliveto specializzato con 300 piante. Marco Oreggia quest’anno ha premiato l’extravergine Elle Sette Casaliva. Limpido, di un bel colore giallo dorato con delicati riflessi verdi, al naso è pulito e avvolgente, dotato – si legge nella motivazione – di un’ampia carica vegetale di carciofo, cicoria e lattuga cui si accompagnano sentori speziati di cannella e pepe nero.

 Elegante e complesso in bocca, aggiunge toni di erbe aromatiche (menta e rosmarino) e chiude con uno spiccato ricordo di mandorla. Il piccante è bene espresso e armonico. Eccellente sulle bruschette.

Arrigo Pisoni e gli amici dell’Olivo Estremo della Valle dei Laghi

Oltre ai frantoi dell’Alto Garda dislocati tra Torbole, Riva del Garda e Arco, va segnalta l’attività benemerita dell’Associazione “Amici dell’Olivo Estremo” che raggruppa un centinaio di piccoli produttori dell’entroterra gardesano, della Valle dei Laghi in particolare, ma anche di altre vallate del Trentino dove sono presenti delle piante d’olivo. 

Presidente fondatore e cuore pulsante dell’Associazione è Arrigo Pisoni, patriarca dell’Azienda agricola e Distilleria Pisoni di Pergolese (nei giorni scorsi ha festeggiato le 90 primavere: congratulazioni).

 A lui si rivolgono quanti nel giardino di casa raccolgono le olive che poi vengono inviate per la molitura al frantoio dell’Agraria di Riva. Sulla base del quantitativo raccolto le bottiglie di olio prodotte vengono consegnate con etichetta personalizzata ai legittimi proprietari.

L’Ecomuseo della Valle dei Laghi ha accolto con entusiasmo l’iniziativa dell’Associazione soprattutto per la sua valenza sociale, paesaggistica e culturale. 

A tal fine ha studiato e messo a punto anche degli itinerari che si sondano tra alcuni degli areali estremi di coltivazione dell’olivo presenti in Valle. 

Una pianta secolare apprezzata per l’alto valore simbolico, come nel mito che fiorì al tempo dell’Antica Grecia e che rese l’olivo immortale. 

Sulla sponda bresciana Comincioli, il re del denocciolato, entra nella “Hall of Fame”

Sulla sponda bresciana del lago la guida ha premiato con il massimo dei punteggi (100 centesimi) l’extravergine “The One Denocciolato” della linea Veronelli “I Denocciolati” (Peranzana 83%, Coratina 17%) dell’azienda agricola di Gianfranco Comincioli (Puegnago del Garda) inserita nella “Hall of Fame” di Flos Olei. 

L’azienda possiede 5 mila piante di varietà locali su una tenuta di 20 ettari. Il frantoio con il podere Castello, di proprietà della famiglia dal 1552, è l’espressione evoluta della tradizione olivicola dell’entroterra gardesano. 

Sempre sul versante bresciano del Garda è stato premiato con 89 centesimi l’Extravergine da agricoltura biologica del Frantoio Egidio Manestrini di Soiano del Lago.

Punteggio astronomico (100 centesimi) anche per il frantoio Bonamini di Illasi (Verona)
Casaliva, la cultivar che caratterizza gli extravergine del Trentino

Annata negativa, invece, per il versante veronese del Garda: nessuna segnalazione (ha pesato l’andamento climatico negativo con relativo crollo della produzione). 

Exploit, viceversa, del Frantoio Bonamini di Illasi (Pedemontana veronese) inserito nella “Hall of Fame” di Flos Olei e premiato quest’anno con l’astronomico punteggio di 100 centesimi per l’extravergine “Vert de Vertes”, un blend di Peranzana (60%), Coratina (20%) e Frantoio (20%).

 

Annus horribilis per la produzione: crollo in Spagna e Meridione d’Italia 

Se le guide parlano di un’annata da cinque stelle per alcuni extravergine made in Italy, viceversa si preannuncia un “annus horribilis” dal punto di vista quantitativo. 

La campagna olearia 2022-2023 è tra le più scariche degli ultimi decenni con crollo della produzione in Spagna e nel Meridione d’Italia: Puglia, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia. 

Tutto sommato bene, invece, il Nord dopo la disastrosa campagna dell’anno scorso. 

Nel Mediterraneo la produzione spagnola dovrebbe attestarsi attorno alle 800 mila tonnellate contro il milione e 200 mila tonnellate degli anni precedenti, quella italiana attorno a 225 mila tonnellate. 

Anche quest’anno l’Italia, che – ricordiamolo – è il primo Paese consumatore, retrocede di qualche posizione. 

Dopo la Spagna, che da sempre è il primo Paese produttore, troviamo la Turchia con 400 mila tonnellate e la Grecia con 300 mila. Quarta l’Italia con 225 mila tonnellate e quinta la Tunisia con 200 mila tonnellate. (GIUSEPPE CASAGRANDE)


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