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Bererosa 2023 la festa del gusto in chiave rosa si conferma il bellissimo evento di sempre

L’appuntamento fisso delle degustazioni romane d’estate fornisce per la dodicesima volta la fotografia del vino rosa italiano

Stessa location e formula consolidata quella che vede Bererosa ripetersi con successo anche per l’estate 2023. Tra i banchi d’assaggio allestiti a Villa Appia Antica nel suggestivo scenario del parco archeologico,  Cucina & Vini ha rinnovato la sua attenzione per questa tipologia di vini, con l’evento che negli anni a Roma ne è diventato il punto di riferimento.

L’attenzione per questi vini si rivela di anno in anno in crescita, specialmente nella fascia più giovane di pubblico che sembra gradire maggiormente la tipologia dall’aperitivo al pasto. Un’intuizione vincente quella di Francesco D’Agostino Direttore di Cucina & Vini, che insieme alla redazione ha messo in scena  per la prima volta l’evento nel 2012.

Bererosa quindi, grazie alla partecipazione delle tantissime aziende che negli anni hanno preso parte all’evento, ha rappresentato un termometro per misurare tendenze e progressi della tipologia. L’edizione appena conclusa ha mostrato una sempre maggiore attenzione alle produzione in rosa, sempre più curate dalle aziende come tutti  gli altri vini della gamma, cosa che fino a qualche anno fa non era una certezza.

In passato infatti uno dei maggiori ostacoli per la diffusione dei vini rosa, era rappresentato dalla mancanza di un’idea ben precisa e dalla cura necessaria con la quale in molti casi venivano prodotti, tanto per dire “ho un vino rosato tra le mie etichette”. Abitudine che l’ampia maggioranza delle referenze presenti all’evento ha dimostrato essere orami un ricordo del passato.

Tra i banchi d’assaggio erano tanti i vini che ormai rappresentano una certezza, e insieme a loro tante piacevoli sorprese. Tra le molte Aziende meritevoli di menzione, sicuramente un posto spetta alla qualità elevata dei favolosi metodo classico d’Araprì.  I pugliesi amati da tutti gli amanti dei metodo classico non si sono smentiti nemmeno in  rosa, presentando il Brut Rosè da Montepulciano e Pinot Nero di grande complessità ed eleganza. Attributi che nel Sansevieria 100% Nero di Troia 30 mesi sui lieviti, aumentano in intensità e lunghezza del sorso.

Della Puglia ottimo anche Girofle che a fianco del collaudatissimo Negroamaro Salento Igp ha presentato “Clo’ de”, sempre Igp da Negroamaro ma da uve selezionate con chiusura di Montepulciano pari al 15%. Vino che rispetto al precedente aumenta la complessità del bouquet a cui aggiunge i toni della macchia mediterranea e si rende più disponibile all’abbinamento con il cibo.

Per rappresentare il Lazio sempre un bel bicchiere quello che propone Alarosa Brut Rosè di Vigne del Patrimonio che con il suo Pinot Nero vince la scommessa del metodo classico, in un territorio come quello del Viterbese non tradizionalmente indicato per la spumantistica. Sorso di freschezza e vitalità con piacevoli allunghi su note di piccola frutta rossa.

In generale molto apprezzate le produzioni Toscane come la Maremmana La vigna sul Mare presente con tre referenze Toscana Igt, di uvaggio Syrah, Cabernet Sauvignon e Sangiovese. Tra queste Almar brut, un metodo Martinotti capace di far ricredere chi ha pregiudizi verso questa tipologia. Un calice dotato di estremo equilibrio che nella piacevolezza del mix di delicati toni fruttati e floreali, si  mantiene dritto e composto evitando di stancare il palato come avviene spesso per questo tipo di spumantizzazione.

Ultimo ma solo cronologicamente ancora un Toscana Igt, Stellata di Macchiabuia, 100% Sangiovese. Altra ottima espressione in rosa della Maremma e anch’esso dai delicati toni floreali e fruttati, arricchiti da essenze di macchia mediterranea che ne allungano l’ampiezza in maniera non banale.

Bruno Fulco

 

 

 

 

 

 

 

 


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