Stile e Società

«Se avanzo mangiatemi», la doggy bag si accredita

È avviato l’accordo tra Comieco (Consorzio Nazionale per il recupero e riciclo di imballaggi a base cellulosica) e Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) sul progetto «Doggy Bag – se avanzo mangiatemi» contro lo spreco alimentare nei ristoranti.

Il progetto «Doggy Bag – se avanzo mangiatemi», è nato nell’anno di Expo 2015 e, nell’immediato, ha avuto un riscontro positivo in oltre 50 ristoranti di Slow Food Italia e in più di 200 locali tra Milano, Bergamo, Varese e Roma, anche (e soprattutto) grazie alla campagna antispreco innescata da Andrea Segrè dell’Università di Bologna e fatta propria dalla Comunità Europea, tanto che l’Italia nell’agosto 2016 ha varato la legge contenente norme sullo spreco alimentare e sulle eccedenze.
Intanto, sotto lo slogan del “Last Minute Market”, molti esercizi alimentari hanno favorito la vendita di quei beni vicini alla scadenza o per imperfezioni non più commerciabili e tuttavia ancora commestibili, e aderito ai progetti per la raccolta delle eccedenze di cibo fresco e cotto non smerciato (e lo stesso nelle mense aziendali), affinché non finiscano nei cassonetti ma vadano piuttosto utilizzate nelle Mense dei poveri, o nelle Case di riposo.

Nel contempo, la “Doggy Bag”, usanza importata dagli USA dove è consuetudine, ha trovato un positivo gradimento tra gli avventori di trattorie, ove vengono serviti piatti più che abbondanti e la confidenza con i camerieri e/o il gestore è più diretta, mentre si è riscontrata qualche ritrosia tra i clienti di ristoranti, che non riescono a superare disagio e vergogna, timorosi di essere giudicati dei pezzenti, anche dagli altri commensali, in nome di una considerazione (distorta) del galateo. In effetti, già ai tempi della Roma Imperiale i commensali alla fine dei sontuosi banchetti si potevano portare via il cibo rimasto, come generoso dono dell’ospitante.
Accanto alla “doggy bag” si è affacciata la “wine-bag”, con la bottiglia del vino o spumante non consumato, accolta con una buona disponibilità da molti ristoratori.

L’accordo tra Fipe e Comieco prevede un primo lancio di packaging doggy bag d’autore, eco-contenitori ideati, progettati e firmati da un team di professionisti italiani, in mille ristoranti italiani su un bacino potenziale di oltre centomila.

Lo stile accattivante della forma del sacchetto compenserà la ritrosia degli avventori a chiedere la doggy bag, e ai gestori di offrirla con gli avanzi del piatto, in osservanza alle norme sull’anti speco? Speriamo di sì.

Maura Sacher


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