Vini e Vigne

Antonio Longanesi e il suo Bursôn

Una vita dedicata alla vigna nella pianura ravennate, grazie alla caparbietà che lo contraddistingueva, ha salvato dall’estinzione un vitigno che adesso porta il suo nome. A 99 anni ci ha lasciato Antonio Longanesi.

 

L’ho conosciuto qualche anno fa grazie al mio editore, fra i filari della sua creatura e mi colpì la sua mitezza e nel contempo la forza d’animo nel continuare a coltivare la vigna alla sua età. Allora aveva già 92 e continuò a coltivarla fino allo scorso anno.

Con fierezza ci offrì un bicchiere del suo Bursôn, quello vero diceva e cominciò a raccontarci la storia della sua vita, una storia che aveva il sapore delle favole raccontate dai nonni. Parlava delle sue radici contadine, della seconda Guerra mondiale che aveva sconvolto la sua vita e da cui era miracolosamente scampato alla morte grazie ad un nascondiglio ancora esistente nel suo podere.

 

Alla fine della guerra, scopre sulla sua terra, una vite selvatica sconosciuta. Antonio decise di salvare quella vite e la fece innestare. Da allora, in segno di riconoscenza, la vite avverte Antonio quando la sua uva è pronta per essere vendemmiata: il segnale arriva quando l’ultimo acino verde, diventa nero.

 

Questo vitigno ha preso il suo nome, si chiama Longanesi e produce l’uva bursona, così chiamata dal soprannome di Longanesi. Da buon romagnolo, Antonio non si tenne il vitigno per se, ma lo diffuse fra gli altri agricoltori del territorio. Oggi l’uva bursona è prodotta nella piana ravennate, in quel di Bagnacavallo, dall’omonimo consorzio che raccoglie 18 produttori e il vino Bursôn si è affermato grazie ai risultati ottenuti nei concorsi internazionali.

 

Dal 2000 è stato iscritto nel Registro delle Varietà con il nome di Uva Longanesi. Nel 2013 il presidente Giorgio Napolitano ha nominato Antonio Longanesi Cavaliere della Repubblica per i meriti in campo enologico. A chi gli chiedeva la ricetta per la sua longevità, Antonio rispondeva di bere sempre il Bursôn ai pasti. Con Antonio Longanesi va via un’epoca, ma la sua figura esile rimarrà accanto a chi gusterà il Bursôn.

 


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Piero Rotolo

Direttore Responsabile vive a Castellammare del Golfo Trapani

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