Punti di Vista

Anteprime di Toscana: volare sui social

La Toscana misura il gradimento dei suoi vini anche attraverso i like che i post sul vino toscano ricevono sui social. Su indicazione della Regione Toscana sono stati analizzati oltre 42 mila contenuti online postati durante la presenza sul territorio. È stato rilevato che i contenuti online che trattano i vini toscani crescono ad un ritmo sostenuto: +57% nell’ultimo anno tra il 2017 e il 2018.

Pare che il racconto del vino toscano  si sviluppi attraverso le immagini più che sui contenuti e che ristoranti e recensioni siano i maggior diffusori dei vini toscani online. La conferenza stampa di presentazione di Anteprime di Toscana 2019  ha mostrato la ricerca al pubblico di giornalisti ed esperti del settore mentre intorno i consorzi più piccoli, come sempre, hanno offerto l’assaggio delle nuove annate.Un momento utile anche  per parlare con qualche piccolo produttore e sentire campane diverse.

Dall’ indagine commissionata dalla Regione Toscana a TravelAppeal le recensioni dei vini toscani arrivano soprattutto dal settore ristorazione e, naturalmente, circa l’80 percento arrivano da tripAdvisor mentre il 39% restante arriva dai social, commenti ai post compresi.
I Vini della Toscana vanno forte su Instagram dove un post del 13 dicembre scorso ha ottenuto 6.451 Like e 33 commenti per un Bolgheri Superiore Guado al Tasso del 1999. Estate e autunno sono i momenti in cui si concentrano specialmente nel periodo di vendemmia.

Firenze, Montepulciano e San Gimignano raccolgono più contenuti online di tutti. Tassi di crescita anche per le citazioni di marchi che vanno dal Chianti docg (27% di citazioni) all’Orcia doc (2%), passando per il Brunello di Montalcino docg al secondo posto (13%) e il Bolgheri doc al terzo (9%).
Per quanto riguarda i siti web che parlano di vini toscani troviamo tre riviste: winenews.it, vinialsupermercato.it, corrieredelvino.it.
La ricerca effettuata da TravelAppeal regala la fotografia di come si muove il mondo della comunicazione del vino in Toscana.

I post in italiano, e quasi la metà in inglese, sono lo specchio con cui si misura l’interesse per il vino toscano. Soddisfatta la Regione Toscana che sempre di più si inserisce nella promozione del “prodotto Toscana” arrivando a gestire anche chi può o non può partecipare alle Anteprime o altri eventi sul vino.
Tutti felici? Non proprio tutti visto che alcuni produttori di piccole denominazioni non aderiscono al Buywine la fiera in cui la Regione mette a confronto offerta e domanda dei vini Toscani ospitando alla manifestazione compratori da tutto il mondo.

Davvero tutte e rose e fiori? Alcuni Consorzi più piccoli ci hanno confessato che dopo vari tentativi hanno rinunciato visto che davanti a loro si sedevano buyer che chiedevano migliaia e migliaia di bottiglie prodotte. Cosa che per alcune aziende è impossibile. Inoltre tra queste aziende abbiamo assaggiato vini “reali”, non costruiti secondo i dettami del gusto internazionale ma riconoscibili per azienda, zona e tipologia di vitigno. Aziende spesso realmente a regime biologico, dove il livello è ancora familiare che certamente non possono comptere con i grandi nomi e i grandi gruppi che stanno colonizzando anche la Toscana.
Ma la Toscana guarda sempre in alto (e in grande) e spesso dimentica che sono i piccoli ad averla costruita cosa che non capita solo nel mondo del vino.

Roberta Capanni


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Sonia Biasin

Giornalista pubblicista, diploma di sommelier con didattica Ais e 2 livello WSET. Una grande passione per il territorio, il vino e le sue tradizioni.

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