Info & Viaggi

Amarone tra passato e futuro

Amarone tra passato e futuro Masterclass del Vaio Armaron Serego Alighieri nel corso del seminario organizzato dal Gruppo Tecnico Masi

Amarone tra passato e futuro

Masterclass del Vaio Armaron Serego Alighieri nel corso del seminario organizzato dal Gruppo Tecnico Masi

 

Tre elementi che fanno la differenza per un vino iconico come l’Amarone. Nel Vaio Armaron Serego Alighieri, cantina Masi, massima espressione del vigneto situato nella Valpolicella classica, delle tenute dei Conti Serego Alighieri, discenti del Sommo Poeta Dante, le peculiarità si concentrano sulla vocazione del territorio, impiego dell’uva Molinara (clone Serego Alighieri) ed il sapiente affinamento in legno che avviene nelle storiche cantine risalenti al XIV secolo, con l’utilizzo del tradizionale fusto veronese da 600 litri in ciliegio. L’analisi condivisa è emersa nel corso del XXXVI seminario, atteso appuntamento nell’ambito del Vinitaly, organizzato dal Gruppo Tecnico Masi. 

L’evento, culminato nella masterclass, è stata l’occasione per celebrare idealmente una collaborazione virtuosa, suggellando oltre cinquant’anni di storia.

 Un sodalizio nato nel 1973, che vede la famiglia Boscaini ( proprietaria di Masi)  con il suo Gruppo Tecnico, affiancare i Conti Serego Alighieri nella produzione di vini prestigiosi, condividendo un profondo legame con il territorio e dando vita a un rapporto solido, capace di unire tradizione nobiliare e competenza imprenditoriale. 

Il seminario è stato condotto da Sissi Baratella, enologa e wine communicator, che ha messo in luce i tratti distintivi di questo storico cru, sottolineando come l’Amarone Vaio Armaron rappresenti un classico dell’enologia italiana. 

Baratella ha evidenziato come “la Tenuta Serego Alighieri, forte di quasi sette secoli di storia, sia un punto di riferimento in termini di personalità e riconoscibilità dei propri vini”. 

L’impiego del raro vitigno di Molinara è stato approfondito dal professor Lucio Brancadoro, DiSAA Università di Milano, che ne ha tracciato una vera e propria carta d’identità storica e genetica. Il focus si è poi concentrato sulla Molinara Serego Alighieri, che celebra i suoi 150 anni: un esemplare a piede franco, piantato nel 1875 e sopravvissuto alla filossera grazie alla protezione delle mura storiche che cingono il brolo. 

Inedita Verticale Vaio Armaron

Una degustazione inedita del Vaio Armaron, ha permesso di approfondire l’evoluzione di questo amarone unico, delineandone struttura, eleganza e longevità. A guidare  la masterclass Andrea Dal Cin, Direttore Enologia Masi, e Andrea Tella, responsabile di Cantina Serego Alighieri, che hanno evidenziato il tema dell’identità stilistica di questo cru. Cinque le annate in degustazione, a rappresentare altrettanti decenni: la 1979, la prima in commercio realizzata con il contributo tecnico di Masi, già espressione di grande equilibrio; 

a seguire due annate 5 stelle: la 1988, simbolo del cambiamento stilistico degli anni Ottanta e la 1997, annata iconica definita “del secolo”, caratterizzata da un corpo e una concentrazione straordinarie; sono seguite poi la 2008, consacrata da Wine Spectator nella top-ten dei migliori vini al mondo, e la 2017, attualmente in commercio, complessa sotto il profilo climatico, ma capace di distinguersi per struttura e capacità evolutiva. Conclusioni affidate a Raffaele Boscaini, coordinatore del Gruppo Tecnico Masi e Sandro Boscaini, presidente di Masi.

   “Grazie ai suoi elementi distintivi – ha evidenziato Raffaele Boscaini –  il Vaio Armaron ha saputo affermare e replicare, nel corso di decine di annate, un’originalità indiscutibile. 

La degustazione ha dimostrato la straordinaria capacità di questo vino di evolversi nel tempo, adattandosi ai cambiamenti climatici e alle nuove sensibilità del mercato. 

Seminario Masi_Vinitaly 2026

Un risultato che è anche frutto del know-how e della visione del Gruppo Tecnico, orientata a disegnare i vini del futuro. Emblematica, in questo senso, la scelta lungimirante di valorizzare la Molinara, capace di apportare acidità e salinità e contribuire a uno stile più gentile e contemporaneo”. 

Per il presidente di Masi Sandro Boscaini “la vera saggezza consiste nel saper custodire ciò che di valido arriva dal passato, preservando un patrimonio unico e la sua biodiversità, evitando ogni forma di omologazione”. 

L’eccellenza  – ha chiosato – non è un risultato immediato, ma un valore che prende forma e si consolida nel tempo: un grande vino, oltre a essere buono e ben fatto, per diventare iconico deve esprimere uno stile preciso, una forte personalità e una chiara riconoscibilità, caratteristiche che nel Vaio Armaron si traducono in un’identità autentica, distintiva e coerente attraverso i decenni”.


Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni offriamo una informazione libera a difesa della filiera agricola e dei piccoli produttori e non ha mai avuto fondi pubblici. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati, in questo periodo, è semplicemente ridotta e non più in grado di sostenere le spese.
Per questo chiediamo ai lettori, speriamo, ci apprezzino, di darci un contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le migliaia di lettori, può diventare Importante.
Per tali liberalità ricevute non si ravvisa l'esistenza di un rapporto sinallagmatico tra le parti e pertanto non dev'essere emessa fattura (né autofattura).
Puoi dare il tuo contributo con PayPal che trovi qui a fianco.

Articoli correlati

Pulsante per tornare all'inizio