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Alle donne piace di più quando il vino è sostenibile e di piccole produzioni

La differenza tra uomini e donne è argomento che da sempre riempie la letteratura. Siamo animali appartenenti a specie diverse sostiene addirittura qualcuno. Fatto sta l’approccio maschile e femminile alla vita è differente, come diversa è la sensibilità  ed il modo di affrontare le questioni in ogni ambito.

In questo non fa eccezione nemmeno il vino, per cui le due metà della mela dimostrano di avere modalità di percezione differenti. Questo almeno è quello che emerge dalla recente ricerca “Consumo di vino e Genere”, lavoro di Wine Intelligence  che punta ad approfondire, se ci sono,  le differenti modalità con cui uomini e donne si avvicinano al mondo del vino.

L’ambito della ricerca ha esaminato sei differenti mercati, profondamente diversi per modalità di percezione, tradizione culturale e consumo del vino, quali Australia, Canada, Cina, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti. Un cluster che raccoglie circa 230 milioni di consumatori di vino suddivisi all’incirca a metà tra uomini e donne, da cui è emerso che queste ultime apprezzano i vini etici e sostenibili più di quanto lo faccia il genere maschile.

Più disposte all’acquisto di questi vini, di quelli da agricoltura biologica o provenienti da piccole produzioni, specialmente se certificati Fairtrade. Tendenza significativamente marcata in Svezia, dove il 69% del popolo rosa dichiara come preferenza d’acquisto quella per il vino biologico, contro il 52% dell’altra sponda. Propensioni che si ripetono  anche per quanto riguarda l’acquisto dei vini sostenibili e certificati Fairtrade.

Tra gli aspetti significativi messi in risalto dall’indagine c’è quello riguardante la percezione della propria conoscenza del vino. In merito a questo la ricerca ha rilevato che le donne reputano insufficiente la loro preparazione. Percezione totalmente immotivata,  visto che la diffusione della cultura del vino è attualmente condivisa tra uomini e donne senza distinzioni. La collaborazione ai lavori da parte dell’associazione Women of the Vine & Spirits  ha permesso di approfondire questa dinamica.

Riferendosi ad un campione composto da uomini e donne di pari conoscenza delle questioni enoiche, ha infatti rilevato come la componente maschile sia più sicura e consapevole delle proprie conoscenze. Il riscontro arriva dalle interviste in cui è molto più alta la percentuale maschile che riferisce di essere: “sempre o principalmente la persona che ordina il vino quando si mangia in un ristorante”.

Un altro aspetto interessante della ricerca Wine Intelligence, ha evidenziato come le donne siano più attente e ricettive nei confronti di produzioni al femminile. Se infatti in etichetta è indicato chiaramente che il viticoltore è una donne è più probabile che questi vini siano preferiti ad altri, cosa che  vale anche se l’enologo è donna. In merito a questo aspetto Deborah Brenner, fondatrice e CEO di Women of the Vine & Spirits, ha commentato: “In un’epoca in cui il ruolo del genere viene prima di tutto, uno studio indipendente statisticamente affidabile e valido è essenziale per il nostro settore e l’innovazione.

Siamo state particolarmente incuriosite dalla scoperta che le donne hanno maggiori probabilità di acquistare vino se sono consapevoli che l’enologo è una donna, poiché stiamo per lanciare il nostro “Programma di proprietà e certificazione femminile” incentrato sulle donne dietro i marchi e la diversità dei fornitori”. Lulie Halstead Ceo di Wine Intelligence, tirando le conclusioni ha invece dichiarato: “Sono state scritte molte cose sulle presunte differenze tra uomini e donne su come pensano, agiscono e interagiscono tra loro, e con esso una serie di teorie affascinanti e per lo più aneddotiche sul comportamento del vino legato al genere.

In questo rapporto abbiamo preso alcune delle ipotesi più comunemente utilizzate e abbiamo usato i nostri set di dati comportamentali e attitudinali dei consumatori internazionali, oltre ad alcuni esperimenti di ricerca specificatamente progettati, per verificare se esistono prove a supporto o smentite. È stato meraviglioso lavorare con Women of the Vine & Spirts per pubblicare questo rapporto che esplora il rapporto tra genere e vino”.

Per quanto riguarda la realtà Italiana, si ha la percezione che il popolo femminile si muove nel mondo del vino in continua crescita. Sono sempre più la donne che operano in tutti i rami di questo comparto, dalla comunicazione alla sommellerie  passando per il marketing e il commerciale. Attenzione nello scegliere il vino quindi, se si capita a cena con una di queste signore bisogna stare molto attenti. La loro competenza è in continuo aumento e la figura “barbina” è sempre più a rischio.

Bruno Fulco


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