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Merano, quei dolcissimi peccati di gola

Merano, quei dolcissimi peccati di gola Quando l’estate altoatesina inizia a sfumare nei colori dorati dell’autunno

Merano, quei dolcissimi peccati di gola

Lo strudel di mele racconta l’anima contadina di Merano e dell’Alto Adige

Quando l’estate altoatesina inizia a sfumare nei colori dorati dell’autunno, la città termale con il suo fascino liberty raggiunge l’apoteosi anche a tavola.

Dallo Strudel di mele alla torta Sacher, dal Cuoricino di castagne (Kastanienherz) al Kaiserschmarrn fino ai Marillenknödel (i famosi canederli dolci con l’albicocca) non c’è che l’mbarazzo della scelta.

A cavallo tra la fine di agosto e i primi giorni di settembre quando l’estate altoatesina inizia a sfumare nei colori dorati dell’autunno, Merano, la città delle Terme, dello sport ippico e del Merano WineFestival, oltre che nel “foliage”, diventa dolcissima anche a tavola.

Qui, nel cuore dell’Alto Adige, dove si incontrano cultura italiana e mitteleuropea, è fiorita una tradizione dolciaria unica, che mescola con grazia il gusto alpino con le influenze viennesi e asburgiche.

Merano, con il suo fascino liberty e il suo charme portato con leggerezza, è lo scenario perfetto per assaporare il meglio di questa eredità. Caffè e pasticcerie dipingono il paesaggio urbano.

Locali storici e altri più moderni, in linea con i tempi – sempre più diffuse ad esempio le prelibatezze “mignon” – attirano con le loro leccornie nel rigoroso rispetto della tradizione, migliaia di buongustai.

Tra i protagonisti lo strudel, il dolce che racconta l’anima contadina dell’Alto Adige

Lo Strudel di mele, uno dei simboli della cucina altoatesina

Tra i protagonisti di queste atmosfere non può mancare il grande classico: lo strudel di mele, magari servito tiepido con una spolverata di zucchero a velo e accompagnato da panna montata o salsa alla vaniglia.

Un dolce che racconta l’anima contadina e casalinga dell’Alto Adige, basato su uno degli ingredienti più diffusi ed emblematici di questa terra. Semplice, se vogliamo, ma capace di conquistare ogni palato.

La torta Sacher omaggio a Vienna e il cuoricino di castagne

La torta Sacher- cioccolato fondente con uno strato di confettura d’albicocca

Accanto allo strudel, spazio anche ai capolavori della tradizione austroungarica, come la celebre Sacher, la torta viennese per eccellenza, con la sua copertura di cioccolato fondente e il delicato strato di confettura all’albicocca.

Ma c’è anche una dolcezza più discreta, ma profondamente identitaria, che merita un posto d’onore tra le specialità locali: il cuoricino di castagne, in tedesco Kastanienherz. 

Si tratta di un dessert a base di purea di castagne e cioccolato, creato nel Dopoguerra per una festa di fidanzamento a Bolzano. Ha conquistato rapidamente il cuore (è proprio il caso di dirlo) degli altoatesini.

La preparazione prevede castagne bollite, zuccherate e schiacciate fino a ottenere una purea modellata a forma di cuore, poi ricoperta da uno strato di cioccolato fuso, il tutto completato con panna montata.

Un dolce intenso e autunnale, perfetto per raccontare la stagione che avanza, ma anche per sorprendere con la sua eleganza rustica.

Il Kaiserschmarrn, la frittata dell’imperatore amata da Francesco Giuseppe

Il Kaiserschmarrn, la frittata dolce dell’imperatore con i lamponi e la confettura di mirtilli

Oltre a Sissi, c’è altro di regale nei menù meranesi: il Kaiserschmarrn. Il suo nome racconta già una storia: deriva dal tedesco Kaiser, “imperatore”, e Schmarrn, termine colloquiale che significa “pasticcio”.

Letteralmente, è la “frittata dell’imperatore” – e non a caso, pare fosse uno dei dessert preferiti dell’imperatore Francesco Giuseppe.

È una sorta di crêpe spessa e soffice, preparata con una pastella a base di uova, farina, latte e zucchero. Una volta cotta, viene spezzettata grossolanamente in padella e leggermente caramellata con il burro, fino a raggiungere una consistenza dorata e irresistibile.

Servito caldo, viene spolverato con zucchero a velo e accompagnato da confettura di ribes, mirtilli rossi o salsa di mele, a seconda della zona e della stagione. Il contrasto tra la dolcezza dell’impasto e l’acidità della frutta crea un equilibrio perfetto.

Il Kaiserschmarrn è considerato un simbolo della pasticceria alpina, al pari di altri dolci tradizionali come gli Strauben, con cui condivide l’amore per lo zucchero a velo e l’arte del comfort food di montagna, perfetto per una merenda in baita o come dessert.

Dulcis in fundo i Marillenknödel, i famosi canederli dolci con lalbicocca

I Marillenknödel, i peccaminosi canederli dolci con l’albicocca

A chiudere il cerchio non possono mancare, dulcis in fundo, i Marillenknödel, i famosi canederli dolci con l’albicocca.

Diffusi nella cucina austriaca (soprattutto a Vienna), in quella boema, morava e triestina, trovano una loro versione autentica anche nelle valli altoatesine, dove sono considerati un prodotto agroalimentare tradizionale.

Il nome deriva dal termine austriaco Marillen, che significa “albicocche”, frutto coltivato in zone vocate come la Wachau (in Austria) e la Val Venosta in Alto Adige

I Marillenknödel, insieme ai loro cugini ai frutti di susina, offrono una dolce esperienza che unisce il gusto pieno della frutta alla consistenza morbida dell’impasto. 

Un altro esempio, tra i tanti, di come a Merano il dolce è cultura, memoria e gioia insieme. 

In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)


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