Il settore dell’agroalimentare si trova ad ottemperare a scadenze improrogabili, stabilite da tempo e come al solito un po’ contestate al limite temporale dell’applicazione.
Orbene, segnaliamo due improrogabili scadenze stabilite per legge, a cui non ci si può sottrarre, imposte dall’alto, ossia nell’accondiscendenza, arrendevolezza, sudditanza alla UE.
Prima scadenza: dal 13 dicembre 2016 entrano in vigore le disposizioni sull’etichettatura nutrizionale.
Significa che da oggi in poi le informazioni fornite nelle etichette sui prodotti a cominciare dal latte e derivati, in una dimensione minima dei caratteri leggibili con una lente di ingrandimento consigliabile portarsi seco nel fare la spesa, devono rendere conto al consumatore dell’origine del prodotto e di tutti i passaggi di trasformazione, aggiungendo dati precisi sui componenti nutrizionali e sulle implicazioni dietetiche, con avvertenze per gli utenti a rischio.
Seconda scadenza: la “dematerializzazione dei registri cartacei”.
Termina il 31 dicembre 2016 la proroga del periodo di sperimentazione del registro telematico in formato elettronico che la legge, promulgata dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali con Decreto n.293, 20 marzo 2015, sotto il titolo «Disposizioni per la tenuta in forma dematerializzata dei registri nel settore vitivinicolo», assegna al SIAN (Sistema Informativo Agricolo Nazionale), Sono soggetti obbligati coloro che detengono un prodotto vitivinicolo o dell’aceto di vino per l’attività imprenditoriale o commerciale. Non sono soggetti all’obbligo i titolari di stabilimenti di capacità inferiore a 50 hl che vendono direttamente il prodotto o hanno attività di ristorazione, i viticoltori non vinificatori o che vinificano uve proprie ma senza imbottigliare, i commercianti all’ingrosso, i rivenditori al minuto di piccoli quantitativi consumati sul posto, coloro che detengono i prodotti solo per utilizzo come ingredienti nella preparazione di alimenti o bevande, gli spedizionieri, i soggetti che effettuano attività di ricerca e sperimentazione e i soggetti che detengono solo vini confezionati che hanno fatto confezionare e/o elaborare da terzi.
Maura Sacher
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni offriamo una informazione libera a difesa della filiera agricola e dei piccoli produttori e non ha mai avuto fondi pubblici. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati, in questo periodo, è semplicemente ridotta e non più in grado di sostenere le spese.
Per questo chiediamo ai lettori, speriamo, ci apprezzino, di darci un contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le migliaia di lettori, può diventare Importante.
Per tali liberalità ricevute non si ravvisa l'esistenza di un rapporto sinallagmatico tra le parti e pertanto non dev'essere emessa fattura (né autofattura).
Puoi dare il tuo contributo con PayPal che trovi qui a fianco.








