Asiago, un altopiano di dolci tentazioni!

Dal miele alle confetture Fiordifrutta, dalla nocciolata al cioccolato, l’azienda Rigoni di Asiago si conferma leader in Europa per il mercato dei prodotti biologici. Tutto è cominciato nel lontano 1923 con il miele prodotto sull’Altopiano di Asiago dalle dieci arnie di nonna Elisa rimasta vedova in giovane età con nove figli da mantenere dopo la morte del marito Antonio. Le acquisizioni in Bulgaria e in Francia. Al comando dell’azienda, dopo 100 anni, un’altra donna: Cristina Rigoni.
Benvenuti sull’Altopiano di Asiago, uno dei più estesi d’Europa. Benvenuti nel cuore dell’antica Reggenza che per secoli ha amministrato in forma autonoma e associata le comunità di sette comuni: Asiago, Enego, Foza, Gallio, Lusiana-Conco, Roana e Rotzo. Benvenuti nel cuore delle bontà gastronomiche dell’Altopiano: il formaggio, lo speck, le patate, il tarassaco, i piccoli frutti, il miele, le confetture. Ed è proprio di questi ultimi due prodotti, il miele e le confetture, che oggi intendiamo parlare. Protagonista l’azienda Rigoni di Asiago, fiore all’occhiello nella produzione e commercializzazione di miele e confetture provenienti esclusivamente da agricoltura biologica.
Tutto nasce nel 1923: dalle arnie di nonna Elisa ai piccoli frutti

Il Gruppo Rigoni di Asiago vanta una storia centenaria. Tutto è cominciato nel lontano 1923 con il miele prodotto sull’Altopiano di Asiago dalle dieci arnie di nonna Elisa rimasta vedova in giovane età con nove figli da mantenere dopo la morte del marito Antonio.
Un amore quello per le api e per il miele che poi è diventata passione per i piccoli frutti e le confetture che oggi sono il “core business” dell’azienda, il cui fatturato supera i 160 milioni di euro con una forza lavoro di 320 persone nella casa madre di Asiago e nelle sedi di Albaredo d’Adige, in Bulgaria e in Francia.
Oggi il Gruppo è guidato dalla terza generazione della famiglia Rigoni. E grazie alla lungimiranza del presidente Andrea Rigoni che l’anno scorso ha ceduto a Cristina Rigoni lo scettro di amministratrice delegata, è leader sul mercato nazionale e in costante crescita sui più importanti mercati internazionali con i suoi prodotti simbolo: Fiordifrutta (100% frutta bio con ben 26 gusti), la Nocciolata (gamma di creme spalmabili di nocciole biologiche), il cioccolato e le numerose tipologie di miele biologico 100% italiano.
I mieli biologici Rigoni: dai millefiori al tarassaco, dall’acacia al rododendro

La Rigoni di Asiago dedica al settore del miele una cura e un’attenzione particolari attraverso una rigorosa scelta dei siti per gli alveari e il rigoroso controllo del raggio d’azione delle api, da uno a cinque chilometri. I conservanti e altri aromi artificiali sono banditi dal prodotto ed è bandito pure l’uso di fitofarmaci per prevenire eventuali malattie degli insetti.
Nel tempo i fratelli Rigoni hanno selezionato un buon numero di apicoltori, sparsi su tutto il territorio nazionale, dai quali il miele viene acquistato, lavorato e poi commercializzato con accordi di filiera.
I mieli più gettonati sono l’acacia, il tiglio, il tarassaco, il girasole, l’erica, il rododendro, il castagno, il timo, il rosmarino, l’eucalipto, la sulla, il miele del bosco, la mielata di abete e il miele di fiori dell’Altopiano.
In Bulgaria gli stabilimenti e le coltivazioni di piccoli frutti, mele, nocciole

La svolta della Rigoni di Asiago avviene nel 1993 con l’acquisizione in Bulgaria di oltre 2 mila ettari di terreno e di altre migliaia in conduzione a Pazardik e a Berkovica dove vengono coltivate oltre ai piccoli frutti (fragole, lamponi, mirtilli, ribes, more di rovo) mele, prugne, amarene e nocciole per una produzione di 15 mila tonnellate di frutta all’anno con l’impiego di 1.500 lavoratori stagionali.
La frutta viene congelata in loco nei due stabilimenti locali e poi trasportata in Italia per la lavorazione finale e il confezionamento nella casa madre di Foza (Asiago) e nel centro logistico di Albaredo d’Adige (Verona).
Il Gruppo Rigoni confeziona ogni anno 45 milioni di confetture bio in vasetti (18 mila all’ora). Recentemente, sempre in Bulgaria, Rigoni ha realizzato uno stabilimento per la lavorazione delle mele destinata alla produzione del fruttosio, (sostitutivo del glucosio) e della pectina.
Il successo della “Nocciolata” e l’acquisizione della francese «Saveurs & Nature»

Tra i prodotti di successo della Rigoni di Asiago va ricordata la Nocciolata bio (cacao e nocciole) la cui produzione è stata trasferita da Asiago al nuovo stabilimento di Albaredo d’Adige. Questa cremosissima e quanto mai gustosa crema spalmabile, prodotta senza olio di palma, è oggi seconda sul mercato nel ranking delle creme spalmabili (e prima per quanto riguarda il versante biologico) ed è il marchio preferito da quei consumatori che cercano prodotti naturali.
Nel 2022 altra tappa significativa: l’acquisizione in Francia dell’azienda biologica «Saveurs & Nature» dei maître chocolatier Valérie e Jean-Michel Mortreau, azienda nata nel retrobottega del ristorante «RestObio», a St. Herblain (dipartimento della Loira Atlantica) amato dai gourmet che a fine pranzo sorseggiavano il caffè con i “peccaminosi” cioccolatini bio della casa.
Il successo di questi cioccolatini colse di sorpresa i “maître chocolatier» che ad un certo punto decisero di dedicarsi esclusivamente alla produzione di cioccolato 100% biologico. La società oggi impiega 70 dipendenti tra cui 32 «maîtres chocolatier». Un’acquisizione molto importante grazie alla condivisione dei valori e alla complementarietà dei prodotti.
E dopo 100 anni un’altra donna, dopo nonna Elisa, al comando dell’azienda

Un’altra data importante per l’azienda dell’Altopiano è il febbraio 2025 con la nomina di Cristina Rigoni, già direttrice commerciale per i mercati esteri, nel ruolo apicale di amministratrice delegata. Andrea Rigoni, attuale presidente, al quale si devono lo sviluppo dell’azienda di famiglia e il successo in oltre 40 anni di attività, rimarrà la guida strategica supportando l’intera organizzazione con la propria visione e la propria esperienza.
Con Cristina Rigoni alla guida si apre così un capitolo nuovo e promettente per Rigoni di Asiago: un futuro che celebra il ritorno di una leadership femminile, cento anni dopo la fondazione dell’azienda da parte di nonna Elisa. Una testimonianza della capacità di rinnovarsi nel rispetto delle proprie radici.
Il Cavaliere del Lavoro Andrea Rigoni, imprenditore “illuminato”
Andrea Rigoni, imprenditore “illuminato”, si è guadagnato con pieno merito il riconoscimento di Cavaliere del Lavoro entrando così nella Hall of Fame di tutti coloro che, come recita la motivazione dell’onorificenza, “hanno contribuito in modo significativo alla promozione dell’economia nazionale e, con elevato impegno, a una responsabilità etica e sociale e al miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro del Paese”.
Dal 1979 Andrea Rigoni, di anno in anno, ha portato l’azienda di Asiago a diventare leader sul mercato del biologicio e in grande espansione in campo internazionale. Un percorso imprenditoriale d’eccellenza nell’ottica non solo del rispetto di una mai dimenticata tradizione, ma con uno sguardo sempre attento alle innovazioni tecnologiche come abbiamo potuto ammirare nei giorni scorsi visitando sull’Altopiano lo stabilimento di Foza.
Rigoni: “Produrre biologico significa vivere in armonia con l’ambiente”
Produrre biologico, per l’azienda Rigoni, significa vivere in armonia con l’ambiente e dare un valore al territorio, attraverso un’agricoltura di qualità sempre attenta anche ai principi della sostenibilità, principi che sono alla base dello sviluppo sociale ed economico di un Paese.
Nel curriculum di Andrea Rigoni non c’è solo una realtà produttiva di altissimo livello. Ci sono importanti riconoscimenti, come quello attribuitagli da Ernst & Young con il premio per il migliore imprenditore dell’anno nella categoria Sostenibilità. O il premio Civiltà Veneta della Fondazione Masi, riconoscimento che premia le personalità che si sono distinte nel valorizzare la cultura, l’economia e l’arte delle Venezie.
Numerosi inoltre i premi ricevuti per diversi brand aziendali tra cui primeggia la straordinaria Nocciolata. Di rilievo anche la sponsorizzazione a restauri importanti quali l’Atrio del Palazzo di Brera a Milano, la statua di San Teodoro a Venezia, la Fontana di Palazzo Venezia a Roma, il Chiostro Grande di Santa Maria Novella a Firenze, la Fontana Contarini a Bergamo. Mecenate per l’arte, ma anche grande filantropo. Suoi, numerosi interventi benefici a favore di Associazioni per famiglie e per l’infanzia.
Inoltre non va dimenticato lo sport: dall’hockey su ghiaccio alla vela, dal golf al ciclismo, passioni legate a tutto ciò che fa bene al corpo e alla salute nel rispetto dell’ambiente. Tra le varie iniziative, infine, una borsa di studio riservata agli alunni diplomati nelle scuole superiori del Triveneto con l’intento di lanciare un ponte fra le generazioni e trasmettere loro la cultura e le competenze sviluppate in tanti anni di successi imprenditoriali. Chapeau!
In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)
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