
(Adnkronos) – Sostenere l’autoimpiego e l’imprenditorialità giovanile per contrastare l’esclusione dal mercato del lavoro. È questo l’obiettivo del Piano integrato Autoimpiego, che introduce agevolazioni economiche, formazione e servizi di tutoraggio per favorire l’avvio e l’accompagnamento di nuove attività di lavoro autonomo, imprenditoriali e libero‑professionali su tutto il territorio nazionale. Le misure, introdotte dal Decreto Coesione (dl 60/2024), sono promosse dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e realizzate con risorse dell’Unione europea, attraverso il Programma nazionale Giovani, donne e lavoro Fse+ e il Pnrr.
In cosa consiste il piano Autoimpiego? Il piano Autoimpiego prevede, tra le varie misure, anche contributi a fondo perduto per avviare nuove realtà produttive in quasi tutti i settori economici, ad eccezione di agricoltura, pesca e acquacoltura. Le agevolazioni economiche sono articolate in due misure: Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro‑Nord. Entrambe sono finanziate dal Programma nazionale Giovani, donne e lavoro Fse+.
Resto al Sud 2.0, come funziona? La misura Resto al Sud 2.0 sostiene la creazione di nuove attività imprenditoriali e di lavoro autonomo nelle regioni del Sud: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Sono disponibili complessivamente 356,4 milioni di euro, finanziati dal Programma nazionale Giovani, donne e lavoro Fse+. L’incentivo è destinato ai giovani tra i 18 e i 34 anni compiuti che si trovano in condizioni di inattività, inoccupazione o disoccupazione. Possono partecipare anche i beneficiari del Programma Gol e i cosiddetti working poor, ossia giovani che vivono situazioni di marginalità, vulnerabilità sociale o discriminazione.
Sono ammissibili iniziative di autoimpiego in tutti i settori economici, esclusi quelli agricolo, della pesca e dell’acquacoltura. Le agevolazioni prevedono voucher a fondo perduto fino a 40.000 euro, elevabili a 50.000 euro, contributi a fondo perduto del 75% per investimenti fino a 120.000 euro e del 70% per programmi di spesa compresi tra 120.000 e 200.000 euro. Le domande devono essere presentate online, dal titolare o dal legale rappresentante dell’iniziativa, attraverso il portale di Invitalia. Le richieste vengono valutate entro 90 giorni, secondo l’ordine cronologico di arrivo e nei limiti delle risorse disponibili.
Autoimpiego Centro‑Nord, come funziona? Autoimpiego Centro‑Nord è dedicata alle regioni del Centro e del Nord Italia: Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli‑Venezia Giulia, Trentino‑Alto Adige, Emilia‑Romagna, Toscana, Lazio, Umbria e Marche. La misura dispone di una dotazione finanziaria pari a 219,6 milioni di euro. Anche in questo caso, l’incentivo è rivolto ai giovani tra i 18 e i 34 anni compiuti, in condizioni di inattività, inoccupazione o disoccupazione, oltre ai beneficiari del Programma Gol e ai working poor. Le agevolazioni riguardano tutte le attività di autoimpiego, con le consuete esclusioni dei settori agricolo, della pesca e dell’acquacoltura.
Il pacchetto di incentivi prevede voucher a fondo perduto fino a 30.000 euro, elevabili a 40.000 euro, contributi a fondo perduto del 65% per investimenti fino a 120.000 euro e del 60% per programmi di spesa compresi tra 120.000 e 200.000 euro. Anche per Autoimpiego Centro‑Nord le domande devono essere presentate online sul sito di Invitalia e vengono esaminate entro 90 giorni, in base all’ordine di presentazione e alla disponibilità delle risorse. Per maggiori informazioni: https://www.invitalia.it/incentivi-e-strumenti/resto-al-sud-20 e https://www.invitalia.it/incentivi-e-strumenti/autoimpiego-centro-nord.
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