Stile e Società

Vongole e proliferazione delle alghe

Martedì 2 dicembre 2014 a Marano (UD) sono stati presentati i primi risultati dello studio sui fondali marini lagunari finalizzato a tutelare la produzione di vongole e combattere la proliferazione delle alghe, sottomisura 4.1.2 dell’Asse IV del FEP che prevede tra le sue azioni interventi di preservazione e miglioramento dell’ambiente per i siti facenti parte della rete “Natura 2000”.

È stato discusso con i pescatori e con il Comune di Marano Lagunare, che gestisce le concessioni di allevamento dei molluschi, uno studio tecnico di fattibilità per mettere a punto modalità di gestione delle macroalghe interferenti con gli allevamenti. Nello specifico, l’obiettivo è quello di tutelare i fondali della laguna dall’eccessivo accumulo della specie conosciuta come Ulva Lactuca o “lattuga di mare”.

La molluschicoltura, e in particolare la coltivazione della vongola verace filippina, è una realtà radicata nella laguna di Marano che offre un prodotto di alta qualità, apprezzato in tutto il Paese. Ma le macroalghe, indice di elevata produttività biologica della laguna, possono in alcuni casi provocare la morte delle vongole per soffocamento prima che queste raggiungano la taglia commerciale, mettendo a rischio il reddito dei pescatori che si dedicano a questa attività regolamentata in apposite aree.

Antonio Paoletti, presidente di GAC FVG e Aries triestina, ha affidato ad una società specializzata lo studio del fenomeno, per evidenziarne le cause, individuare le modalità per arginarle e analizzare le possibilità di gestione e smaltimento delle alghe.
Nei contenuti anche i possibili utilizzi delle macroalghe: agricoltura, industria cartiera, alimentazione zootecnica, produzione di energia-biogas.

“Nel confronto con gli operatori – ha evidenziato Daniele Curiel di Selc, la società che ha realizzato l’analisi – si è ipotizzato la possibilità di ammassare in varie zone della stessa concessione le alghe raccolte per consentire alle stesse di degradare naturalmente o in laguna, o in cassoni galleggianti. Un’altra delle ipotesi al momento presa in considerazione è quella di trovare dei finanziamenti che consentano una raccolta complessiva delle alghe dal fondale per poi trasferirle a una azienda che le trasformerebbe in biogas: una soluzione questa che potrebbe consentire anche un abbattimento dei costi del recupero delle stesse”.

“Ritengo che il GAC FVG – secondo il sindaco di Marano Lagunare, Devis Formentin – sia un’occasione per il territorio che consentirà attraverso anche finanziamenti dell’Unione Europea di attivare azioni per la valorizzazione del prodotto ittico locale, trovando al contempo soluzioni a problemi che possono danneggiare l’itticoltura locale”.

VONGOLE

Maura Sacher

 


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