Punti di Vista

Uno Maggio: chi c’è e chi non c’è

Fissando la data della Grande Inaugurazione Internazionale dell’EXPO Milano 2015 al 1° maggio, Festa del Lavoro o “dei Lavoratori”, forse consideravano sarebbe stata una gran Festa per i lavoratori ingaggiati nella realizzazione dello smisurato villaggio.

Sì, loro saranno presenti, ma lavoreranno! Insomma, forse pensavano che questa coincidenza meritava un ‘contentino’ nel discorso inaugurale, un bel ringraziamento, di poche parole, a loro, ai lavoratori, alle oltre cinquemila maestranze che (“lavoro a progetto”?) ci hanno messo la schiena ed i muscoli, sotto l’acqua e sotto il sole, di giorno e di notte, senza sabati e domeniche, o altre giornate festive, con estenuanti turni e anche orari prolungati, situazioni che ricordano quelle che hanno fatto scaturire proprio la Festa del 1° Maggio.

La Festa del Lavoro o Festa dei Lavoratori, che viene celebrata il 1º maggio di ogni anno in molti Paesi del mondo incluse Nazioni che ancora qualcuno si ostina a chiamare del “Terzo Mondo” o “Paesi in via di sviluppo”, intende ricordare i traguardi raggiunti dai lavoratori in campo economico e sociale. La festa ricorda le lotte operaie, in particolare quelle volte alla conquista di un diritto ben preciso: l’orario di lavoro quotidiano ridotto ad otto ore.
Tali battaglie portarono alla promulgazione di una legge che fu approvata nel 1867 nell’Illinois (in Italia solo nel 1923). Mentre la festività del primo maggio in Europa fu ufficializzata dai delegati socialisti della Seconda Internazionale riuniti a Parigi nel 1889 e ratificata in Italia due anni dopo. Nel 1955 Papa Pio XII istituì la festa di San Giuseppe Lavoratore, perché la data potesse essere condivisa a pieno titolo anche dai lavoratori cattolici.

Ebbene, nell’odierna situazione economica e sociale, tale Giornata non dovrebbe essere chiamata “Festa”, perché c’è poco da festeggiare, con un’impresa su quattro che taglia l’organico, due su cinque che chiudono le serrande, lunghe file di capannoni miseramente in stato di abbandono nelle aree industriali dei più attivi ‘triangoli’ o ‘quadrati’ imprenditoriali del Made in Italy noto in tutto il mondo, lavoratori quarantenni e cinquantenni in attesa di riciclo, altri senza speranze fuori da ogni prospettiva, persino pensionistica, giovani ventenni e trentenni che non trovano impiego, un tasso di disoccupazione impressionante. Il 1° maggio dovremmo listarci a lutto, altroché “Festa del Lavoro”.

E in aggiunta, c’è un ‘rumor’ che serpeggia velenoso: ci si lamenta che in certe città e regioni alcuni eventi ufficiali dei “festeggiamenti” saranno snobbati dalle massime cariche perché hanno scelto di partecipare all’importantissima Inaugurazione, a fianco dei prodotti locali.

Così, in FVG, la storica Apertura della Stagione Balneare di Grado, dove arrivano centinaia di turisti in particolare dall’Austria, dall’1 maggio deve slittare al 18, in quanto la Governatrice Serracchiani e il suo vice Bolzonello si sentono obbligati a presenziare a Milano.

Ai posteri l’ardua sentenza.

Maura Sacher


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