Punti di Vista

Una cosa pazzesca

Una cosa pazzesca

Lo so come la pensa la maggioranza di voi, ma ritengo comunque siate persone intelligenti e come tali potete capire tutte le contraddizioni di questo passaporto o tessera verde, puro stimolo, o anche ricatto, a convincere i cittadini alle punture.

Ne elenco solo alcune.
Ci sono vaccinati che non riescono ad ottenere la certificazione, perché il sistema è in ritardo e pertanto dal 15 ottobre devono farsi un tampone ogni 72 ore, a proprie spese, per entrare al lavoro. Conseguenza: devono pagare per lavorare. Pagare per lavorare è una richiesta che suona come un “pizzo”.

Perché i camionisti, autotrasportatori stranieri, specie provenienti dall’Est Europa, verrebbero esentati dal possedere il GP, potendo rimanere a bordo dei loro mezzi, e le loro merci scaricate da personale (negli scali portuali e nei piazzali delle Ditte) in regola con il GP, mentre ai camionisti italiani ciò non sarebbe concesso?

Una cosa pazzesca

 

La scusa sarebbe che quelli “non possono toccare la merce” (per scaricarla in Italia … ma caricata con le loro stesse mani o da altri non vaccinati all’estero sì?)
Siamo tornati all’inizio della pandemia quando si temeva che la merce proveniente dalla Cina fosse contaminata?

Inoltre, il personale imbarcato che fa scalo in Italia non può scendere dalle navi altrimenti deve fare un test molecolare o antigenico. Per salire o risalire a bordo, e re-imbarcarsi, deve possedere il GP. Roba da matti.

Sembra che il governo mediti di concedere la non esibizione del GP ai lavoratori che operano “all’aperto”, quindi accogliendo in parte le proteste partite dai portuali di Trieste (portuali altrimenti chiamati “scaricatori di porto” in quanto scaricano e caricano i container dalle navi commerciali e là sul posto smistano le merci contenute).

Una cosa pazzesca

 

Ma non solo loro lavorano “all’aperto”, anche tutta quella manovalanza soprattutto straniera che viene impiegata nei campo per la raccolta della frutta e degli ortaggi! È il tempo delle mele ora in Trentino, per esempio, e i piccoli agricoltori sono in crisi.
Dovrebbero rientrare nell’esenzione pure loro.
E pure se questi lavoratori all’aperto siano italiani, per equità.

E poi, la solita domanda che si fanno tutti: perché per bere un caffè seduti all’interno dei bar bisogna avere il GP e le persone in piedi al bancone no? Il virus circola basso?

E per finire in assoluta bellezza.
Tessera per salire su treni veloci a lunga percorrenza sì, ma sugli interregionali no. Quindi, se da Trieste voglio andare a Trento (treni diretti del resto non ci sono da qui), posso prendere un paio di regionali senza temere di essere scaricata in aperta campagna dal controllore, in barba al virus che posso portarmi dietro.

Se non è una cosa pazzesca … è una corazzata Potëmkin.

Maura Sacher


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