Un Progetto per studiare l’acqua che disseta i vigneti

Un Progetto per studiare l’acqua che disseta i vigneti

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Scienziati nei vigneti per il progetto Acquavitis, finanziato con fondi europei attraverso il programma Interreg Italia-Slovenia, con l’obiettivo di andare alle radici del vino, ossia seguire i percorsi dell’acqua nelle aree viticole transfrontaliere.

Un team di ricercatori ed esperti italiani e sloveni per due anni studierà lo stato dell’irrigazione dei vigneti a partire da tre aree vocate alla produzione vinicola ma con contesti geomorfologici e climatici diversi: il Carso, il Collio isontino e la Valle del Vipacco in Slovenia.

Il progetto ACQUAVITIS “Soluzioni innovative per l’uso efficiente dell’acqua in viticoltura transfrontaliera” mira a promuovere lo sviluppo e la sperimentazione di tecnologie verdi e di soluzioni innovative per ottimizzare la gestione delle risorse idriche. È impegno del progetto proporre le possibili strategie di miglioramento ed influenzare l’agricoltura sostenibile.

I Partner progettuali sono l’Istituto agricolo della Slovenia, che fa da coordinatore del progetto, le Università degli Studi di Trieste, di Udine e Ca’ Foscari di Venezia, assieme all’Istituto di geodesia della Slovenia, alla Camera per l’agricoltura e le foreste della Slovenia e all’Istituto agricolo forestale di Nova Gorica.
In particolare, il team di geochimici di Ca’ Foscari analizzerà l’acqua che disseta i vigneti per comprendere da dove proviene e come gestirla al meglio.

Come in tutti i lavori scientifici si parte da un’ipotesi e in questo caso ipotesi da dimostrare è che produzione vitivinicola di qualità dipende dalla risorsa idrica, ossia da quale acqua beve la vite, quanta le serve, e da quale profondità attingono le radici.

Le attività sono partite dal versante sloveno, con l’installazione di pluviometri tra i filari, per raccogliere i campioni di precipitazioni da studiare.
Nei sei vigneti sperimentali coinvolti dal progetto, gli scienziati raccoglieranno l’acqua da diverse sorgenti da cui attingono le viti, come le precipitazioni meteoriche, acqua superficiale, acqua nel suolo a diverse profondità, acqua di infiltrazione in regioni carsiche e acqua d’irrigazione.

Sarà possibile definire sia la quantità d’acqua che arriva alla vite in un determinato momento, sia la sua provenienza, in ambienti geo-climatici così particolari. I risultati permetteranno di risalire alla profondità delle radici e alle fonti d’acqua a cui le viti attingono.
In seguito, i risultati raccolti serviranno a elaborare modelli di circolazione idrica.

Il sito internet Acquavitis unirà i campi scientifici, quali la viticoltura, la fisiologia vegetale, la meteorologia, la idrologia e la geologia con l’obiettivo di collezionare, elaborare e collegare in modo sistematico i dati da varie fonti e di trasferire tempestivamente le informazioni sulla gestione dei vigneti ai viticoltori.
Un modello interattivo 3D mostrerà gli effetti dei mutamenti climatici sullo stato dei vigneti.

Maura Sacher

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