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Un convegno sulla pesca e i fondi europei

A Catania si è svolto, ieri 18 luglio 2016, un Convegno di riflessione sugli effetti del Programma Operativo FEAMP 2014-2020, il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, il principale strumento di sostegno alla nuova politica comunitaria della pesca.

«Pescare meno, ma pescare meglio» è lo slogan alla base, presentato al Convegno di Catania come il futuro per il mestiere del mare dal Pesca_Feampsottosegretario alla Politiche agricole, alimentari e forestali Giuseppe Castiglione, dal direttore generale della Pesca marittima e dell’acquacoltura del MIPAAF Riccardo Rigillo e dal dirigente della direzione generale della Pesca del Ministero Marco Rossitto, presenti le autorità locali e regionali di competenza, che ne hanno sottolineato il vantaggio per un’attività storica dell’Isola che occupa attualmente migliaia di siciliani.

Il piano prevede quattro obiettivi strategici: promuovere la competitività delle Pmi del settore; sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni di CO2; tutelare l’ambiente e promuovere l’uso efficiente delle risorse, l’occupazione sostenibile e di qualità; supportare la mobilità dei lavoratori. Punti questi contenuti nell’Accordo di Partenariato, approvato il 29 ottobre 2014 dai servizi comunitari e poi condivisi, in fase preliminare, con le Regioni e le Province autonome per la ripartizione percentuale delle risorse finanziarie a valere sul Programma.

«Nella nuova programmazione – ha sottolineato il dirigente generale del dipartimento della Pesca Mediterranea della Regione Siciliana Dario Cartabellotta – si punta soprattutto al valore pedagogico del pescatore: questo mestiere non si impara sui libri, ma viene tramandato di generazione in generazione. Le risorse stanziate devono generare valore aggiunto: pescare di meno, ma pescare meglio».

Il dirigente ministeriale Marco Rossitto ha espresso l’obiettivo del Governo: «Vogliamo evitare quanto accaduto negli anni passati e cioè il disimpegno automatico delle risorse comunitarie destinate alle Regioni. Il prossimo passo sarà adesso l’attivazione del Tavolo istituzionale per assicurare il coordinamento strategico e operativo ai vari livelli. La realizzazione delle strategie di sviluppo locale prevede anche un approccio dal basso con gli attori del territorio che devono costituirsi in partenariati pubblico-privati denominati FLAG (Gruppi di azione locale della pesca) per definire le strategie di sviluppo e garantire l’innescarsi di meccanismi virtuosi. Inoltre, è prevista anche l’istituzione di una Rete FLAG che l’Amministrazione centrale intende creare, mediante utilizzo di proprie risorse, quale strumento di coordinamento e condivisione per fornire informazioni, orientamenti, modelli di riferimento, consulenza, sull’attuazione delle Strategie di Sviluppo Locale».

Ha ricalcato il concetto il Sottosegretario Castiglione concludendo: «Vogliamo che la nuova programmazione faccia tesoro degli errori passati, dobbiamo evitare che parte dei fondi non vengano spesi. La parola chiave della nuova programmazione deve essere condivisione, per riuscire anche ad  utilizzare le risorse che gli altri Paesi non riusciranno a spendere. Vogliamo lasciarci alle spalle l’immagine del pescatore che abbandona sulla banchina il proprio pescato invenduto».

Maura Sacher


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