Tutto da rifare con il Turismo del nuovo Governo

Tutto da rifare con il Turismo del nuovo Governo

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Il Ministero delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, non esiste più, la delega per il Turismo passa al Ministro per i Beni culturali, come anni orsono.

Addio a Centinaio, che aveva in calendario una serie di incontri programmati con gli esponenti del settore agro-economico, ci si aspettava tanto da lui, incluso il forse dimenticato #NoCETA. Ben ritrovato Franceschini, nuovo Ministro ai Beni culturali, cosa ne farà Lei degli appuntamenti calendarizzati? Si azzera tutto?

La promozione del Turismo è sempre stata ballerina, sballottata di qua e di là tra i Dicasteri, e ci sembrava un’ottima soluzione l’accorporo ad Dicastero delle politiche agricole, giacché si era da tempo insediato il sistema di dare impulso, autonomamente, privatamente, a percorsi culturali agro-eno-gastronomici alla scoperta delle nicchie delle nostre eccellenza nazionali, più idonei alle Politiche economiche che a quelle per le Attività culturali, anche in considerazione che i precedenti Ministri Dario Franceschini e Maurizio Martina avevano intrapreso iniziative in compartecipazione.

Il governo gialloverde non ha ancora potuto operare a pieno nel campo del Turismo che ora, cambiando di colore, va a riprendersi la reggenza colui che lo gestiva prima.
Se davvero «il legame tra cibo, arte e paesaggio sarà il cuore della strategia di promozione turistica» e «permetterà di evidenziare come il patrimonio enogastronomico faccia parte del patrimonio culturale e dell’identità italiana», come da comunicazione dell’Ufficio Stampa congiunto (gennaio 2018), non ci resta che vedere come se la sbrigheranno con quanto impostato legislativamente da pochi mesi.

Al lettore acuto riproponiamo l’affermazione del nuovo Ministro al Turismo: “Mai più grandi navi a Venezia, è un impegno entro la fine del mio mandato”.

Beh, se non c’è altro da dire …

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