Tempo di bilanci al Consorzio Tutela Soave.

Tempo di bilanci al Consorzio Tutela Soave.

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Tempo di bilanci per il Consorzio Tutela Soave. A un anno dalla sua nomina a Presidente, Sandro Gini in una relazione al Consiglio di amministrazione ha esposto gli obiettivi sin qui raggiunti ed i progetti di sviluppo in corso per il 2019.

Un 2018 ricco di avvenimenti per il Consorzio Tutela Soave che ha festeggiato i suoi 50 anni: dall’addio alla presidenza di Arturo Stocchetti dopo 14 anni di presidenza e la nomina di Sandro Gini, all’importante riconoscimento ottenuto, quale «Patrimonio Agricolo di Rilevanza Mondiale» da parte del Comitato scientifico della Fao ad affermare Soave quale grande territorio agricolo del mondo, che ha segnato la storia e lo sviluppo della comunità nei secoli.

«Un anno in cui, con un forte senso di responsabilità, tutte le aziende del Comprensorio hanno deciso di selezionare quei vigneti destinati alla DOC e di indirizzare i più produttivi ad altre denominazioni» ha dichiarato il Presidente Gini, «e i risultati si sono visti, con prezzi stabili o addirittura in crescita, un fermento nei contratti di vendita grazie alla scarsità del prodotto che si traduce in una maggiorazione della remunerazione finale del produttore».

Una produzione che si è affermata sui 50 milioni di bottiglie, con giacenze in cantina minime, ed un carico d’uva per l’annata 2018 che ha prodotto 420.000 ettolitri, perfettamente in linea con quanto richiesto dal mercato. In crescita anche le aziende agricole che hanno iniziato a produrre con la propria etichetta, che passano dalle 3109 del 2002 alle 3281 del 2017.

Ma i motivi di soddisfazione arrivano soprattutto dai mercati internazionali, che hanno dato una risposta più che positiva alle numerose azioni di promozione comune intraprese, soprattutto nel mercato inglese e giapponese, paesi in cui si sono concentrate le campagne pubblicitarie.

Molto è stato fatto anche per sostenere i produttori. Il Parlamento europeo ha infatti ratificato l’accordo di libero scambio tra Giappone e Comunità Europea, che permetterà a 26 denominazioni italiane di accedere al mercato nipponico senza dazi. Un vantaggio concorrenziale che risulterà vincente, insieme all’avvenuta registrazione del marchio collettivo Soave negli Sati Uniti e in Russia a salvaguardia dalle contraffazioni.

Una grande affermazione del marchio, generata anche grazie all’arrivo della cosidetta «terza generazione»; un forte ricambio generazionale che ha coinvolto circa il 60% delle aziende, che con tanto entusiasmo hanno portato un forte vento di novità, come il restiling delle etichette, più orientato a comunicare l’identità del territorio ed il forte legame con esso, e l’apertura di nuovi mercati, quali l’Est Europa, la Nuova Zelanda o i paesi asiatici emergenti come Malesia e Thailandia.

«C’è ottimismo – conclude il Presidente del Consorzio tutela Soave, Sandro Gini – quando parlo con i produttori c’è voglia di lavorare verso un obbiettivo comune, un forte orgoglio delle proprie radici e una forte consapevolezza delle proprie possibilità».

About The Author

Sonia Biasin

Wine Writer, Diplomata sommelier con didattica Ais e 2 livello WSET. Una grande passione per il territorio, il vino e le sue tradizioni.

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