Lo spumante Italiano piazza il record nei brindisi al Capodanno 2019

Lo spumante Italiano piazza il record nei brindisi al Capodanno 2019

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Che lo spirito festaiolo faccia parte del dna nazionale non c’è dubbio e ad affermare il concetto ha pensato il vino italiano, che inizia la sua corsa sul nuovo anno segnando subito uno storico record. A marcarlo è il comparto dello spumante che per il brindisi più condiviso dell’anno, ha fatto saltare in tutto il mondo 500 milioni di tappi.

L’impronta degli spumanti italiani nella notte di capodanno non è certo una notizia nuova, ma l’incremento del 6% rispetto alla quota raggiunta nell’anno precedente basta per regalare soddisfazione a tutti gli operatori. I conti li aveva già fatti Coldiretti, che basandosi su dati Istat  pronosticava in anticipo per il Capodanno 2019 il nuovo tetto delle esportazioni, capace di superare la quota di 1,5 miliardi e mettere a segno un +13%.

Nonostante le campagne denigratorie di una parte discutibile della stampa Inglese a sostegno della Brexit e, quindi del consumo della birra, sono stati proprio loro a risultare tra i mercati più appassionati e fedeli allo spumante Italiano. E visto che il Prosecco risulta la tipologia più gradita fanno ancor più sorridere gli articoli apparsi durante l’anno, che mettevano in guardia i sudditi di sua maestà sui pericoli “corrosivi” di queste Doc e Docg per le loro dentature. Monito che questi ultimi non sembrano aver accolto visto che il consumo degli Inglesi ha registrato un incremento del 5% sull’anno precedente.

Tra gli habitué del brindisi Made in Italy figurano certamente i consumatori a “stelle e strisce” che hanno fatto registrare un +13%, davanti ai più composti Tedeschi con il +6%. Prosecco, Asti e Franciacorta, insieme a TrentoDoc ed Oltrepò Pavese sono riusciti nell’arduo compito di fare la loro figura anche sul mercato Francese.

Nella “tana del lupo” infatti, gli spumanti italiani hanno duettato con lo Champagne nei dati in volume strappando un incremento delle vendite del +20%, ma cedendo comprensibilmente il passo sui dati in valore. Tra gli estimatori degli spumanti Italiani compare anche la Russia con un +21%. Dato ancor più significativo se messo in relazione alle dinamiche dell’embargo agroalimentare, messo in atto da Putin verso parte delle produzioni Italiane. Per completare la panoramica internazionale da registrare anche il segnale dato dai consumatori del Sol Levante, che con un +18% dimostrano un feeling crescente con le etichette italiane di questa tipologia.

Guardando in casa nostra invece il 91% degli Italiani ha puntato sul prodotto nazionale che la sera del 31 dicembre ha raggiunto i 68 milioni di bottiglie, spostando in avanti i consumi di un +3% rispetto al 2017. Veglione a parte anche il resto della produzione enoica italiana rappresentata dai vini fermi, ha recitato nelle festività natalizie il ruolo di protagonista planetario.

Secondo l’OVSE (Osservatorio vini spumanti effervescenti) sono state  220 milioni le bottiglie stappate in ogni dove per un fatturato che sommato a quello degli spumanti tocca i 5 miliardi. In questo comparto le buone notizie arrivano dalle vendite che fanno registrare un lieve calo, a cui però corrisponde un incremento in valore che prosegue sulla scia tracciata dal 2013 ad oggi.

In questo lustro infatti, le sole bottiglie consumate durante le festività hanno avuto un incremento in valore di 200 milioni di euro da distribuire su tutto il territorio nazionale. Dai grandi Rossi come Brunello, Bolgheri, Sangiovese insieme al Nero d’Avola e al Lambrusco che all’estero non perde mai il suo appeal, fino al Soave, ai rosati Pugliesi, il Friuli per il Livon, Veneto e Trentino con i bianchi fermi da Pinot Grigio. Una buona riuscita hanno ottenuto anche Moscato e Malvasia, bianchi che sono stati particolarmente apprezzati sul mercato Cinese generalmente più attratto dai vini rossi.

Bruno Fulco

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