Stile e Società

“Sostenibilità, qualità e comunità. 

"Sostenibilità, qualità e comunità.  Slow Wine 2024. Il vino è un gioiello di famiglia sotto attacco di chi guarda solo alla sua gradazione alcolica.

“Sostenibilità, qualità e comunità. 

Slow Wine 2024. Il vino è un gioiello di famiglia sotto attacco di chi guarda solo alla sua gradazione alcolica. Nessuno consiglia di berne tanto, ma è un prodotto italiano che va difeso e valorizzato”.

Ha aperto così il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, Slow Wine, la manifestazione dedicata al vino in programma a Bologna dal 25 al 27 febbraio 2024. 

La Slow Wine Fair, organizzata da BolognaFiere con la direzione artistica di Slow Food, rappresenta l’incontro internazionale della Slow Wine Coalition e quest’anno ospiterà circa 1.000 vignaioli selezionati da Slow Food provenienti da 27 paesi e da tutte le regioni d’Italia.

 

Slow Wine è l’occasione ideale per trascorrere tre giorni, all’insegna del gusto e del piacere a Bologna. Sorseggiando un sorso, i visitatori potranno scoprire le ultime novità da tutto il mondo del vino, incontrare i produttori e partecipare ad eventi collaterali come master class, appuntamenti, conferenze e degustazioni.

 

Tra i tantissimi appuntamenti, segnaliamo alcune master class interessanti come, la biodinamica tra Europa e Sudafrica condotta da Jonathan Gebser e Gabriele Rosso, vice-curatori Slow Wine o  

“alla scoperta delle vigne storiche ed eroiche dell’Emilia-Romagna” curata da Federica Randazzo, vice-curatrice Slow Wine.

Fabio Pracchia, divulgatore e scrittore di vin, cura la master class “dalla terra al vino, la biodinamica come vettore di qualità nel bicchiere” 

dove la biodinamica, basata sulla rigenerazione degli organismi del suolo, ha portato al centro dell’enologia lo stretto rapporto tra gli organismi agricoli e il vino. 

Questo approccio si concentra sulle persone e sul loro comportamento ecologico. 

Secondo questa pratica la qualità del vino non è determinata dalle sue prestazioni, ma dalle relazioni tra gli esseri viventi.

Attraverso 8 vini provenienti da diverse aree geografiche e certificati Demeter, associazione cha da circa un secolo divulga tale metodo, cerchiamo di evidenziare le caratteristiche salienti della connessione tra viticoltura biodinamica e vino.

Altra Master class appassionante quella condotta da Paolo Camozzi, vice-curatore Slow Wine, con “grappolo intero: confronto tra vecchio e nuovo mondo”.

 

La degustazione si basa tra il confronto i vini di due aziende che, fuori dalla Borgogna – dove questa pratica è affermata, soprattutto per le uve pinot nero e syrah – propongono splendidi vini ottenuti da vinificazione a grappolo intero:

Uffe è un viticoltore danese con sede a Whites Valley McLaren Vale, nell’Australia meridionale
  • in Italia, la nuovissima avventura di Alessandro Salvano, con vigne sparse tra Montelupo Albese e le Langhe. Il suo progetto, Drink Wines Not Labels punta fin dal 2019 su vinificazioni a grappolo intero, che richiamano alla mente la Borgogna, e focalizza l’attenzione sull’estrema godibilità dei suoi prodotti;
  • in Australia, Poppelvej, progetto del danese Uffe Deichmann, che opera nei territori delle Adelaide Hills e McLaren Vale, producendo vini da vigneti sostenibili a fermentazione naturale, senza utilizzo di additivi e uso minimo o nullo di zolfo.

Era il 2011, quando è stata lanciata la Guida Slow Wine con l’obiettivo di spostare l’attenzione dal vino (e dalla sua reputazione) alle cantine, ai produttori e alle regioni, e per informarvi di più sugli stili di vinificazione, sulle tecniche e sulle pratiche agricole. 

Slow Wine 2011 non vuole descrivere i cento aromi diversi che a volte un vino può sprigionare, ma piuttosto un’interpretazione chiara e precisa che metta in risalto l’etichetta che meglio rappresenta la regione di origine e il vitigno.

 

Ad oggi, 2024, l’obiettivo è ancora lo stesso e la storia di Slow Wine è ancora tutta da scrivere.

 


Grazie per aver letto questo articolo...

Da 15 anni offriamo una informazione libera a difesa della filiera agricola e dei piccoli produttori e non ha mai avuto fondi pubblici. La pandemia Coronavirus coinvolge anche noi.
Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati, in questo periodo, è semplicemente ridotta e non più in grado di sostenere le spese.
Per questo chiediamo ai lettori, speriamo, ci apprezzino, di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, può diventare Importante.
Puoi dare il tuo contributo con PayPal che trovi qui a fianco. Oppure puoi fare anche un bonifico a questo Iban IT 94E0301503200000006351299 intestato a Francesco Turri

Articoli correlati

Pulsante per tornare all'inizio