
(Adnkronos) – “L’idea della quinta edizione dell’Eiis Summit è di responsabilizzare le nuove generazioni parlando di sostenibilità, il che vuol dire parlare di futuro. Il futuro è un mondo che vivranno soprattutto i giovani e quindi sono loro a doversi preparare, trovare le giuste soluzioni e anche assumersi delle responsabilità. Il focus di questa edizione è Next Generation Leadership, quindi la nuova leadership deve essere preparata sin da oggi e per farlo abbiamo intercettato esperti, politici, accademici, aziende che hanno portato le loro sensazioni e i loro stimoli per cercare di definire insieme un futuro probabile, o forse meglio, un futuro auspicabile. Per arrivare a un futuro come tutti noi vorremmo, serve l’impegno e la collaborazione di tutti a partire dai più giovani”. Lo ha dichiarato Carlo Alberto Pratesi, presidente di Eiis – European institute of innovation for sustainability, in occasione dell’Eiis Summit in corso a Roma.
“Per anni – ha aggiunto Pratesi – c’è stata la tendenza a utilizzare la sostenibilità, come un argomento per la propria comunicazione, qualcosa che serviva a migliorare la reputazione. Oggi, anche per una normativa molto più stringente, è rischioso raccontare cose che non siano state certificate e che non siano veramente rilevanti. Le aziende oggi fanno molta attenzione. Per poter essere efficaci si devono avere alle spalle dei progetti concreti realizzati spesso in collaborazione con le organizzazioni non profit, le associazioni e gli organismi di certificazione che possano garantire che quello che viene dichiarato sia veramente stato realizzato e che sia la cosa giusta da fare”.
Pratesi ha poi sottolineato come l’olio di palma “è stato una delle coltivazioni più di successo negli ultimi anni. Proprio per le dimensioni della produzione ha comportato anche delle controversie, delle critiche e degli attacchi, in parte giustificati. Sicuramente in passato ci sono stati dei produttori che per aumentare la loro produzione di olio di palma lo hanno fatto a discapito della natura e della biodiversità, attraverso la distruzione di alcuni tratti di foresta vergine. Ora questo non è più ammissibile, non è più ammesso e quindi le aziende più responsabili acquistano solo olio di palma che è stato certificato come sostenibile. Per fare dell’olio di palma sostenibile bisogna avere anche delle zone di produzione che siano state progettate per rendere sostenibile quel tipo di produzione. Il progetto Trails sicuramente è uno di quelli che meglio rappresenta lo sforzo verso una produzione sostenibile di olio di palma. Il programma è caratterizzato da alcuni espedienti come lasciare la possibilità agli animali di poter transitare e l’utilizzo della superficie con altri tipi di coltivazione. Insomma una serie di attenzioni che possano realmente consentire di dichiarare sostenibile il prodotto, che rimane un prodotto di grande successo e di grande utilità. Un progetto del genere è stato possibile grazie alla collaborazione di tantissimi organismi, sia di studio che di ricerca, di aziende e di organizzazioni non profit. La regola fondamentale è che la sostenibilità non si può fare da soli, occorre collaborare e avere un progetto basato su dati scientifici e su evidenze della ricerca e non semplicemente sull’ideologia”.
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