Vini e Ristorazione

Siamo sicuri che…

Il Grillo e il Nero d’Avola Igt “Terre siciliane” potranno essere solo Doc Sicilia. C’è il sì dal Comitato nazionale Vini, adesso manca solo il placet di Bruxelles. Le nuove disposizioni partiranno dalla vendemmia 2017.

 

Grillo e Nero d’Avola saranno solo Doc. E’ stata approvata la modifica del disciplinare della Igt “Terre siciliane” che esclude la possibilità, dalla vendemmia 2017, di produrre ed etichettare come vini Igt il Grillo e il Nero D’Avola, varietà che troveremo esclusivamente come Doc e imbottigliati in Sicilia.

Nel disciplinare della Denominazione aumentano le rese per ettaro fino a 140 quintali, e con una resa uva/vino del 70 per cento. I vigneti potranno essere adibiti alla produzione del vino a denominazione di origine controllata “Sicilia” solo dal terzo anno dell’impianto. Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche atte a conferire ai vini le proprie peculiari caratteristiche.

 

È consentito l’arricchimento dei mosti e dei vini e la colmatura dei vini in corso di invecchiamento obbligatorio, con vini aventi diritto alla stessa denominazione d’origine, per non oltre il 5 per cento, per la complessiva durata dell’invecchiamento.

 

Siamo sicuri che questa sia la scelta giusta? A sentire i produttori non sembra! Cosa se ne farà del rimanente prodotto? Con quale nome sarà riclassificato? Discutibile sembra la scelta di ottenere vino a D.O. Grillo e Nero D’Avola dopo i tre anni dell’impianto, sia tecnicamente sia commercialmente.

 

Poi c’è da capire quali sono le pratiche enologiche atte a conferire ai vini le proprie peculiari caratteristiche. Probabilmente l’ammissione a D.O. Sicilia delle due varietà, andava accompagnata da un periodo di deroga triennale o cinquennale, per trainare, le strutture cooperativistiche, ai processi di miglioramento qualitativo dei vini.

 

Inoltre, c’è il rischio che i costi della certificazione dei due vini a D.O. potrà incidere sul pagamento delle uve ai soci e/o fornitori di aziende e di strutture cooperativistiche e i produttori viticoli non avranno benefici.

 

Il mercato assorbirà l’intera produzione di uve, trasformate in vino? E il destino dei vini che non potranno essere venduti come Grillo e Nero d’Avola? E quelli biologici e biodinamici non subiranno un tracollo commerciale? Troppe incognite su la D.O. per Grillo e Nero d’Avola, ma allora perché è stata fatta?

 

Non siamo convinti, che questa sia la strada giusta per valorizzare i vini di Sicilia.


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