Roma Bar Show un esordio di grande successo

Roma Bar Show un esordio di grande successo

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La prima edizione del Roma Bar Show è stata un grandissimo successo. Più che una  manifestazione alla prima edizione è sembrato un evento già consolidato negli anni. Probabilmente è stato l’incontro di determinati fattori a decretare la grande partecipazione popolare.

Sicuramente come location la scelta del Palazzo dei Congressi all’eur è stata particolarmente azzeccata e molto apprezzata, sia pubblico che dagli espositori. Tutte le attività si sono svolte in maniera funzionale risultando perfettamente fruibili e coinvolgenti senza lungaggini o intoppi.

Altra componente importante è stata l’intuizione che l’Italia fosse pronta per una manifestazione del genere. Il mondo del beverage e della mixology infatti, vivono oggi di nuova luce, percepiti in maniera nuova dal grande pubblico come un momento di relax grazie ad una  nuova generazione di prodotti di altissima qualità, non più impostati esclusivamente sulla carica alcolica ma che fanno di questa un elemento di supporto e guida all’esperienza gustativa.

Il tutto si sposa perfettamente con la tendenza sempre più affermata del bere responsabile, che lascia spazio anche ad altri elementi come la creatività sviluppata dalla nuova generazione dei bar tender italiani. Il merito di condensare tutti questi aspetti in una grande due giorni va a RIBS SRL di Andrea Fofi, Fabio Bacchi, Leonardo Leuci, The Jerry Thomas Project e Giuseppe Gallo, che attraverso questa nuova creazione  affermano l’Italia a pieno titolo nella panorama internazionale della miscelazione. Il fatto che  durante il RBS poi, sia uscita la classifica dei World Best Bars con il Baccano di Mario Farulla al 70mo posto è sembrato confermarlo.

L’evento ha inoltre coinvolto tutta la città con una serie di eventi tematici fuori salone, come quello dedicato al tasting delle ostriche con gocce di Laphroaig 10yo che si è svolto presso l’Hotel De Russie. Tra le cose più apprezzate senza dubbio il villaggio messicano con il mezcal Los Siete Misterios di varie tipologie di pianta di agave, mentre per quanto riguarda i liquori di casa nostra, l’Amaro Venti, realizzato con 20 botaniche da 20 regioni italiane ha riscosso parecchi consensi.

Importante anche la grande presenza di operatori del settore a vario titolo che si sono avvicendati nei saloni dell’Eur: Alexander Frezza, Angelo Sparvoli, Anistatia Miller, Antonio Parlapiano, Babis Kaidalidis, Bruno Vanzan, Camille Vidal, Clementine Guillot, Cristóbal Srokowski, Daniele Liberati, Davide Segat, Desmond Payne, Dre Masso, Eddie Rudzinkas & Danil Nevsky, Filippo Sisti, Flavio Angiolillo, Francesco Lanfranconi, Gabriele Manfredi, Gegam Kazarian. Giacomo Giannotti, Gregorio Soriente, Hipocrates Nolasco Cancino, Iain Bell, Ian Burrell, Jared Brown, Jesse Estes, Jim Meehan, Jose Luis Leon, Ken Lindsay, Luca Gargano, Luca Missaglia, Malcom Gosling, Marian Beke, Martina Breznanova, Mary Surgucheva, Mauro Lotti, Michele Mariotti, Michele Venturini, Nicola Riske, Nidal Ramini, Paolo Guasco, Patrick Pistolesi, Peter Dorelli, Pietro Collina, Remy Savage, Roberta Mariani, Rudy Carraro, Salvatore Calabrese, Simone Caporale, Spaniard Bernabeu, Stelios Papadopoulos, Stefano Filardi, Toby Cecchini, Tony Pescatori, Ulisses Torrentera, Valentino Longo, Zottola Gianni.

Per il resto forse i numeri rendono la riuscita dell’evento molto meglio delle parole:  9628 presenze – 28 tasting room – 8 Academy Lab – 10 Main Seminars – Il più grande seminario Mixology (con Marian Beke) mai fatto con oltre 800 partecipanti in un unico auditorium -15 tonnellate di ghiaccio distribuito -14mila bottiglie di acqua distribuite – 185 stand –  3 Finali Italiani (Patron e Montenegro e Bar Black Game di Fernet Branca) – arrivo della gara ciclistica “La Classica by Martini” – Il primo technical lab di Buchi al mondo per Barman. Tutto quanto distribuito su circa 8mila mq coperti tra piazzale, piano primo e secondo più la terrazza.

Un grande inizio per una manifestazione che si annuncia per il futuro come appuntamento fisso e irrinunciabile nel calendario di tutti gli appassionati  del beverage e della mixology.

Bruno Fulco

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