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Ritorna il Ministero del Turismo

Come desiderato da molti, viene ripristinato il Ministero del Turismo, con la soddisfazione sia degli operatori e delle associazioni del settore sia dei tanti frequentatori delle realtà che ruotano attorno al comparto turistico.

Il Turismo è stato scorporato dal Ministero dei Beni culturali, in cui era stato incluso con il Governo Conte bis, e finalmente ottiene piena autonomia di spesa, dopo una sofferta vita durante la quale lo ha visto inglobato tra sottosegretariati e deleghe in un’altalena di dicasteri, mai a sé stante tranne nel 2009 con il Governo Berlusconi ma senza portafoglio.

Sull’eco della frase pronunciata da Mario Draghi alla Camera «il turismo è sicuro che riparte, perché siamo l’Italia, quindi merita sostegno», da Federalberghi a Confturismo, da Assoturismo Confesercenti a Federturismo Confindustria, si è levato un coro di reazioni positive, e non sono mancati gli apprezzamenti dalla Federazione Nazionale delle Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori.
Tutti questi hanno salutato con entusiasmo la nascita del nuovo Ministero.

Ministero dedicato in via esclusiva al comparto che prima del Covid era uno dei comparti economici più vivaci, valeva il 13% del Pil nazionale e che nell’ultimo anno, con le misure di disperato contenimento della pandemia e il susseguirsi ossessivo quanto infruttuoso della mole di DPCM, ha perso quantità ancora non ben quantificabili in termini economici e di risorse umane.

Da queste pagine, abbiamo parlato più volte di turismo enogastronomico, di turismo lento, di turismo rurale e della necessità di valorizzare i territori incentivando viaggi ed escursioni alla scoperta delle eccellenze artistiche, ambientali, ma anche culinarie e dell’ospitalità del nostro Bel Paese.

In tale prospettiva, ricordiamo il “Patto di Spello”, siglato lo scorso novembre da quattro importanti organizzazioni italiane che si occupano di turismo enogastronomico (Federazione italiana Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori, Città del Vino, Città dell’Olio, Movimento Turismo del Vino e dell’Olio), quando la Bellanova, allora Ministro delle politiche agricole, sostenne che “la valorizzazione del paesaggio e del patrimonio culturale contribuisce ad accrescere il potere di attrazione degli investimenti nel turismo e in agricoltura”, auspicando un confronto con tutti i soggetti coinvolti.

Auspichiamo anche noi che questo nuovo Ministero del Turismo, in sinergia con il Ministero dell’Agricoltura, riparta da quel Patto, abbia a cuore le realtà esistenti, valorizzi le più rappresentative, le più volenterose di emergere e di contribuire, orgogliosamente, a riportare l’Italia a quei livelli per i quali era stimata, in Europa ed in tutto il mondo, risollevandosi dall’abisso in cui il turismo, con le connesse sezioni dell’alberghiero e della ristorazione, è precipitato.

Maura Sacher


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