Punti di Vista

Repetita non iuvant!

E allora ditelo! L’ultima perla in negativo dello scempio alimentar che si consuma oramai ogni giorno a danno dei consumatori è quello della torta al cioccolato e, forse, mandorle. Già a Novembre 2012 l’IKEA aveva dovuto ritirare dal mercato dell’ex URSS centinaia di confezioni di torte al cioccolato e, forse, mandorle perché a seguito di analisi non tanto consuete da quelle parti era risultato che tali nell’aspetto invitanti tortine contenevano una percentuale di colibatteri superiore al consentito.

Per chi non lo sa i colibatteri indicano con la loro presenza rilevata una contaminazione fecale degli alimenti che può essere avvenuta per le ragioni più disparate anche se tendenzialmente non sono pericolosi per i consumatori, comunque è meglio non consumare alimenti contaminati.

Le prime tracce si erano riscontrate addirittura nel porto di Shangai ed ora le tortine mefitiche sono state ritirate in 25 paesi del mondo, Italia compresa. Va bene che una torta assemblata per un orribile scherzo e confezionata con materia organica può essere uguale nell’aspetto alle vere tenerine ma c’é un limite all’indecenza e non si dovrebbe scherzare con la salute delle persone in nessun paese dell’universo.

Herr Sacher a Vienna e Messer Pistocchi a Firenze si rivoltano di sicuro nella tomba pensando che possano circolare siffatti succedanei delle loro celebri e gustose torte al cioccolato. IKEA ha subito dichiarato che sospenderà dal proprio elenco di fornitori la ditta che prepara le tortine dolcetto-scherzetto ma il danno per l’immagine del colosso svedese rischia di diventare sempre più grande e rischiano di perdersi nel vento come diceva Bob Dylan le tanto strombazzate parole della filosofia ipercorretta e anche un poco glaciale dell’IKEA. Ma non finisce qui.

Nel frattempo si aggiunge anche la STAR all’elenco delle aziende che cadono sui cavalli come quelli del Palio di Siena alla prima curva dopo la partenza con il ritiro dal commercio di alcune tipologie della collana Gran Ragò nelle quali i NAS di Milano hanno trovato tracce di carne equina malsana. E allora viene da pensare che proprio ci sia poco da fare se non suggerire a questi colossi dell’alimentazione globale di controllare minuziosamente le filiere delle aziende fornitrici e di essere implacabili nell’eliminare dal loro novero quelle ditte che solo puzzano, è proprio il caso di dire, di fraudolenza
e sofisticazione.

Umberto Faedi


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Umberto Faedi

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