Protesta dei pastori sardi: meglio buttare il latte che svenderlo

Protesta dei pastori sardi: meglio buttare il latte che svenderlo

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Ci risiamo con il latte. Ma ora basta buttare il latte, fa piangere tanto spreco!
Un appello ai pastori. Non buttate più il latte, regalatelo piuttosto, alle case di riposo, agli asili, a chi ha bisogno. Capiamo volevate un gesto eclatante per far capire all’Italia e al Mondo che la Sardegna esiste, non è solo un’isola, è una regione dello Stato italiano, e difendere il latte sardo non è lontano dal difendere l’economia dell’intero Paese e il suo Made in Italy, con l’eccellenza del pecorino sardo, che è Dop.

Tutte le parti politiche si sono dichiarate a favore dei pastori sardi produttori di latte, tutte cavalcano il loro dramma, anche perché in molti hanno riconsegnato la propria scheda elettorale, dichiarando la volontà di boicottare le prossime elezioni regionali. Lì l’astensionismo è alto da tempo.
Ma noi in Italia, purtroppo, non abbiamo solo un Governo, ne abbiamo due e talvolta anche tre, e se uno tira a monte, l’altro tira a valle. Il terzo, quando interviene, tira Ovest o ad Est. Intanto, i veri nodi non si sciolgono, non bastano trattative, tavoli, audizioni, concerti e sonate.

Un buon 70% della Sardegna è legato alla pastorizia, ed oltre l’80% del latte prodotto dalle pecore isolane è venduto per fare il pecorino romano. Ora, l’oggetto del contendere è il prezzo minimo del latte, che le imprese casearie hanno deciso di fissarlo a 60 centesimi al litro, contro gli 85 dello scorso anno. I produttori non ce la fanno a stare nelle spese e chiedono un significativo aumento, ambiscono ad arrivare ad 1 euro, giacché per fare un chilo di formaggio occorrono circa sei litri di latte. Non intendono arrendersi, né gli allevatori sardi né le imprese di trasformazione e distribuzione le quali fanno cartello, e orecchio da mercante.

Senza entrare nei particolari, alla base ci sono due fattori preponderanti: il crollo dell’esportazione del pecorino romano specie verso gli USA e l’arrivo massiccio di latte dalla Romania.

Nel frattempo, da alcuni giorni, migliaia di litri di latte appena munto vengono riversati in strada, nelle piazze e sulle vie di grande comunicazione, dove vengono anche bloccate le cisterne piene di latte e fermati i camion che trasportano latticini, devastando il loro carico, sotto gli occhi delle forze dell’ordine inermi.
Arriveranno multe e penalità per tutti, prima o poi, ma intanto la Sardegna si è fatta vedere ed ascoltare.

Ci sbilanciamo: noi stiamo con i pastori sardi e le loro famiglie, come con i contadini emiliani, siciliani, pugliesi che negli anni passati si sono sentiti obbligati a mandare al macero l’eccesso dei frutti che la Natura faceva crescere sulle piante. La soluzioni ci sono.
Però, ci piange il cuore a vedere quel bendiddio imbiancare il selciato.

Maura Sacher

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