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Presentato ad Asiago il progetto “Green Grass Dairy”

Tutelare la biodiversità attraverso  le produzioni agroalimentari non è solo possibile, ma anche necessario. Sull’Altopiano di Asiago il Caseificio Pennar, l’Università degli Studi di Padova e la Spettabile Reggenza dei 7 Comuni hanno creato un progetto per il miglioramento dei pascoli utilizzati dalle bovine di alcuni soci del Caseificio, sotto il profilo botanico e nutrizionale.

  

Il progetto chiamato “Green Grass Dairy”, ha portato alla produzione di una nuova linea di formaggi a latte crudo, ottenuto da vacche al pascolo. Il marchio che lo differenzierà sarà “Grün Alpe Pennar”. Le forme ottenute con questo procedimento saranno a produzione limitata e numerate, rivestite da una pelure di colore verde vivo, in modo che sia subito riconoscibile la provenienza del latte da pascoli controllati dell’Altopiano.

 

Un gruppo di lavoro coordinato dal prof. Giulio Cozzi dell’Università di Padova, con la partecipazione del dott. Gianbattista Rigoni Stern e dei tecnici della Spettabile Reggenza dei 7  Comuni, ha messo a punto un disciplinare per la corretta gestione delle superfici a pascolo nelle aziende che intendono partecipare alla filiera. Questo protocollo di gestione è finalizzato a promuovere la difesa della biodiversità vegetale dei pascoli alpini attraverso interventi sul sistema di pascolamento e limitando l’uso di integrazione con i mangimi.

 

Il fine è di spingere le mucche da latte  da giugno a settembre, a cibarsi solo dell’erba spontanea, evitando così il sottoutilizzo di queste aree, come già succedere in altre zone montane. E’ da sottolineare che il formaggio prodotto con il latte crudo delle bovine che si nutrono in questo modo risulta contenere meno colesterolo, è ricco di CLA,  Coniugati dell’Acido  Linoleico, acidi grassi molto utili al nostro organismo e inoltre ha un maggiore quantità di vitamine antiossidanti come il Retinolo e la vitamina E. Il territorio dell’Altopiano di Asiago, uno dei più vasti d’Europa, di pascoli e prati-pascoli, quindi ideale per realizzare questo progetto.

Isabella Radaelli

i.raadelli@egnews.it


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