A Pianosa tornano i vigneti

A Pianosa tornano i vigneti

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L’isola di Pianosa, storica sede di colonia penale, smantellata nel 1998, e praticamente  priva di abitanti, è la più piccola dell’arcipelago toscano ed è una riserva integrale di proprietà demaniale, su cui pendono vincoli di interesse culturale e archeologico.

Da una decina d’anni si progetta una riconversione agricola di PIANOSA ISOLA PIATTAPianosa, l’isola “piatta”, circa 10 km quadrati, a forma vagamente triangolare, priva di residenti, ma ambita meta turistica, condizionata.
Da quando è stato soppresso il carcere di massima sicurezza ci sono stati molti progetti di riconversione dell’isola, nessuno andato seriamente in porto perché non si è mai giunti ad un convergente accordo tra le molteplici parti che hanno competenza sull’isola: il Comune (Marina di Campo, Isola del Giglio) e la Provincia (Livorno) di appartenenza, la Regione Toscana, la Soprintendenza dei beni culturali e archeologici e il Ministero da cui dipendono gli organi di amministrazione penitenziaria. Impegnati a promuovere varie iniziative sono l’Associazione per Pianosa e la Cooperativa San Giacomo, la quale, al fine di creare opportunità lavorative per i detenuti, nel 2008 ha ottenuta l’approvazione di un progetto per un milione di euro destinato alla realizzazione di 14 ettari di vitigni,pianosa-vigneti alla ristrutturazione delle cantine di Pianosa, con l’affinamento e l’imbottigliamento sull’isola, oltre all’acquisto di un parco macchine essenziale e di attrezzature enologiche per la vinificazione.
Obiettivo del progetto era il recupero delle coltivazioni che per anni hanno caratterizzato il paesaggio dell’isola, tra le quali la più importante è stata la vite. A Pianosa, infatti, il primo vigneto fu impiantato nel 1829 e tuttora ne sono presenti i resti.

Dopo le prime indiscrezioni uscite a dicembre 2015, a marzo 2016 arriva la conferma che le Cantine MARCHESI DE FRESCOBALDI INSEGNAdel Marchese Frescobaldi hanno il via libera per un nuovo progetto enologico a valenza sociale su Pianosa, dopo quello realizzato dal 2012 sull’isola di Gorgona, dove i detenuti hanno dato vita al vino “Gorgona”, un pregiatissimo vino bianco da uve di Vermentino e Ansonica.

Il progetto Frescobaldi prevede inizialmente l’impianto ex novo di un piccolo vigneto, di circa 50 ettari, in due tranche. La prima di tipo sperimentale per la conservazione e la valutazione di varietà autoctone, con la collaborazione dell’Università di Pisa.

In secondo tempo saranno impiantati altri 14,5 ettari di vigneto delle varietà Ansonica, Vermentino, Trebbiano, Moscato, San Giovese, Aleatico. Questo vuol dire che per vedere i primi risultati e iniziare a produrre i vini ci vorranno almeno 5 anni.

Occupati a ciò sarebbero i 27 (rimasti dei circa 40 di qualche anno fa) detenuti sull’isola, “controllati” da sole quattro guardie carcerarie, già impegnati a gestire l’albergo e il ristorante, e a svolgere lavori di manutenzione ‘ambientale’, seguiti dai volontari della cooperativa San Giacomo.
Il nuovo programma prevede, inoltre, il recupero di orti, frutteti e olivi e la coltivazione di piante aromatiche e officinali.
Ciò a beneficio della cosiddetta ‘riabilitazione’ sociale ed educativa dei soggetti ivi confinati, e sicuramente anche a profitto di un frammento della nostra splendida Italia, essendo che la storia di Pianosa conta terribili memorie: nel 1553 i pirati turchi invasero Pianosa sterminando la popolazione e per più di due secoli l’isola rimase un deserto, fino a quando nell’Ottocento il Granduca di Toscana la trasformò in una colonia penale agricola, e tale fu ereditata dal Regno d’Italia e dalla Repubblica Italiana, con alterne vicende, che rimangono punti della Storia.

Maura Sacher

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