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Onav e Aspi insieme alzano il tiro sulle professionalità del vino

Le indicazioni che arrivano da più parti, riguardo alle leve in grado di influenzare il successo del vino Italiano, puntano spesso il dito sull’aspetto della comunicazione.  Almeno a sentire “quelli bravi davvero”, sulla piazza da decenni e che hanno attraversato interamente l’avventura del vino italiano di qualità.

Giornalisti, comunicatori, docenti, la cui onestà intellettuale guadagnata sul campo li mette al riparo del vento delle mode, attribuendo loro il dono della credibilità. Questo manipolo di persone, da contare sulla punta delle dita, converge sempre sul punto della comunicazione che nasce da figure professionali ben preparate. Appena ne hanno l’occasione dalle loro parole, traspare sempre il concetto che il percorso di crescita del vino Italiano debba passare da li e che anzi, in questo campo tutto sia ancora da fare.

Il vino è stato spesso vissuto in maniera distorta, passando dall’essere anche una moda, un “oggetto” d’élite con cui darsi un tono. Seguendo queste tendenze, molte delle realtà che sono proliferate a rimorchio non hanno sempre dato il messaggio giusto. Spesso hanno messo in luce vini di dubbia qualità solamente per “rendere seducente e patinato il mondo del vino”. Un lavoro dagli effetti a volte fuorvianti, che non ha sempre fatto del bene al vino Italiano e a chi era in fase di approccio con la sua cultura.

Ora però il momento è maturo per fare un salto in avanti nella formazione e nella comunicazione e, L’accordo siglato da Onav (Organizzazione nazionale assaggiatori di vino) e Aspi (Associazione della sommellerie professionale italiana), è da leggersi in questo senso.

A Milano, presso l’Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere a Palazzo Brera, le due associazioni hanno gettato le basi per dare vita ad un programma formativo in grado di integrare la loro didattica, allo scopo di fornire una preparazione più completa. L’assaggio tecnico di Onav e la Sommellerie professionale si Aspi, saranno d’ora in poi offerti a quanti vogliano interagire culturalmente con il mondo del vino.

Dai semplici appassionati ai sommelier e a tutte le figure professionali che gli ruotano intorno. Il progetto spiegato dai presidenti delle due associazioni, Intini (Onav) e Vaccarini (Aspi) nell’incontro condotto da Luciano Ferraro del Corriere della Sera, passa per diversi punti. La formazione sarà unificata attraverso l’integrazione delle docenze, da regolare con abilitazioni aggiuntive.

Anche gli strumenti saranno comuni, come i testi didattici Onav ed anche la sua guida on line Prosit. Il piano prevede per gli iscritti delle due associazioni, la possibilità di diventare anche Assaggiatore o Sommelier professionista, previa frequenza delle lezioni necessarie al completamento della funzione da conseguire, seguite da esame finale.

Le associazioni si manterranno autonome e separate, ma daranno vita ad uno scambio culturale in grado di completare la formazione di entrambe le abilitazioni, contribuendo così a creare una figura professionale più completa.

Secondo il presidente Intini: “Onav  offrirà le proprie competenze in campo tecnico-enologico nell’arte dell’Assaggio, della formazione post-universitaria, nella formazione dei consumatori e dei tecnici a partire dal livello più semplice, all’Assaggiatore patentato, all’Esperto Assaggiatore fino al livello più alto di Maestro Assaggiatore, lasciando ai tecnici diplomati e laureti, i titoli di Assaggiatore ed Esperto Assaggiatore Tecnico.  Grazie a questa alleanza i nostri soci potranno allargare i propri orizzonti ed essere in grado di dare un giudizio ancora più significativo, completo e autorevole sulla qualità del vino”.

Mentre per il Presidente Vaccarini:” Aspi offrirà la propria professionalità nella formazione di Coppieri e Sommelier professionisti, accompagnando questi soggetti attraverso un percorso unico nel proprio genere in Italia. E’ il solo ad essere riconosciuto dall’Asi – Associazione della Sommellerie internazionale conducendo e preparando il candidato allo sbocco professionale, con stage e formazione guidata da tutor”.

Tra le nuove normative e una formazione sempre più qualificata in grado di preparare adeguatamente quanti lavorano e comunicano il vino, pare proprio che qualcosa di grande in questo comparto si stia muovendo. Ora speriamo che anche i produttori aumentino il loro sforzo seguendo la scia.

Bruno Fulco


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