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Metti una sera a cena con Telmo Pievani, Luciano Ferraro, Francesca Negri e G.R.A.S.P.O.

Metti una sera a cena con Telmo Pievani, Luciano Ferraro, Francesca Negri e G.R.A.S.P.O.   La biodiversità tra ricerca e comunicazione, il focus del Premio Grappolo d’Oro Clivus 2025

Metti una sera a cena con Telmo Pievani, Luciano Ferraro, Francesca Negri e G.R.A.S.P.O.

Da sx Luciano Ferraro, francesca Negri e Telmo Pievani

 

La biodiversità tra ricerca e comunicazione, il focus del Premio Grappolo d’Oro Clivus 2025 a Monteforte d’Alpone

Con Telmo Pievani, Luciano Ferraro e Francesca Negri un riconoscimento a sorpresa anche per G.R.A.S.P.O. per il suo costante impegno per la tutela e la valorizzazione della Biodiversità Viticola

Il chiostro del Palazzo Vescovile

Se la scusa è quella di assegnare un premio va dato merito a chi ha organizzato l’ultima edizione del Premio Clivus di aver colto i tantissimi obiettivi di questo ambizioso progetto, far dialogare concretamente scienza, vitigni, visioni e comunicazione.

Il campanile del Duomo di Monteforte visto dal chiostro vescovile

Tematiche da sempre care a G.R.A.S.P.O. coinvolto con un particolare riconoscimento in questo suggestivo ed innovativo format.

Dalla biodiversità all’evoluzione delle specie, dalla sostenibilità agricola all’informazione: al centro della serata di gala a Monteforte d’Alpone, il Premio Grappolo d’Oro Clivus 2025 ha messo in dialogo conoscenza scientifica e cultura del vino.

La fattoria vescovile storia e memoria

Telmo Pievani e Luciano Ferraro, premiati per il loro impegno nella ricerca, nella divulgazione e nell’informazione, hanno offerto riflessioni profonde su come adattarsi a un mondo che cambia e su quanto la qualità del futuro dipenda oggi dalla capacità di prevedere, comunicare e agire con consapevolezza.

da sx Bertolazzi, Lorenzoni con Bogoni

Il Premio Grappolo d’Oro Clivus, organizzato da Cantina di Monteforte, in collaborazione con l’Associazione sportiva Valdalpone, da anni è assegnato a professionisti e a personaggi illustri che meglio condividono i principi dell’informazione e della cultura come Telmo Pievani, filosofo della scienza, professore all’Università di Padova –

Dipartimento di biologia, evoluzionista e divulgatore, con la motivazione: «per la sua prestigiosa attività di scienziato di fama mondiale e la straordinaria capacità di descrivere l’evoluzione, la filosofia e la scienza con un linguaggio accessibile e coinvolgente» e  Luciano Ferraro, vicedirettore del Corriere della Sera, che ha ricevuto il premio «per la sua autorevole voce nel giornalismo italiano e la capacità di raccontare il vino come espressione di territori, culture e persone».

Luciano Ferraro

 

Sollecitati dalla giornalista ed esperta di vino, Francesca Negri, Pievani e Ferraro hanno discusso di ambiente, scienza e vino, offrendo prospettive complementari su un presente in trasformazione.

Paola gregoti con Telmo pievani

«L’Italia è il paese con la più alta biodiversità in Europa», ha spiegato Telmo Pievani, sottolineando come il nostro territorio custodisca «132 ecosistemi diversi e circa 60.000 specie animali, il doppio rispetto a Francia, Germania o Svezia».

Un patrimonio biologico che si intreccia con quello culturale, «dove la cultura del vino e dell’enogastronomia trasforma la biodiversità in prodotti di eccellenza internazionale».

Secondo Pievani, l’evoluzione «ci insegna a capire il cambiamento, che oggi è molto veloce. Dobbiamo adattarci a un mondo che abbiamo modificato».

L’agricoltura italiana è chiamata a rinnovarsi: «Bisogna prevedere quello che sta per accadere. Il riscaldamento climatico è ormai un dato di fatto: lo abbiamo superato il grado e mezzo, non sta diminuendo. Anche le piante e gli animali si stanno adattando, per esempio salendo in altura».

La scienza, ha aggiunto, «ci aiuta a capire cosa accadrà, così da farci trovare pronti».

Da sx Francesca Negri con Arianna Tregnaghi

E ha avvertito che «distruggere la biodiversità ha anche un costo economico misurabile», rafforzando la necessità di agire in prevenzione.

A sua volta, Luciano Ferraro, ha spiegato il suo approccio al racconto del vino: «Non assegno punteggi, cerco storie. Produttori autentici, che non sfruttano la terra, non inquinano, vivono con la comunità e rispettano i dipendenti.

Questa è la vera sostenibilità e se la guida ai migliori 100 vini d’Italia del Corriere della Sera ha avuto negli ultimi come focus la biodiversità, la sostenibilità ed il cambiamento climatico, quest’anno puntiamo tutto sui giovani con uno sguardo intenso rivolto al futuro prossimo del vino italiano.».

Sintonia piena tra i temi forti cari a G.R.A.S.P.O. e Telmo  Pievani che sottolinea l’importanza della biodiversità come valore fondamentale per la vita sulla Terra.

La biodiversità rappresenta la varietà di forme di vita presenti sul pianeta e garantisce la resilienza degli ecosistemi. La perdita di biodiversità può avere conseguenze gravi per l’ambiente e per l’uomo stesso.

Visita Privata alla sede di G.R.A.S.P.O. dei premiati

Pievani ha poi evidenziato come il cambiamento climatico stia avendo un impatto devastante sulla biodiversità. L’aumento delle temperature, l’acidificazione degli oceani e la modifica degli ecosistemi stanno minacciando la sopravvivenza di molte specie.

La biodiversità è fondamentale per garantire la resilienza degli ecosistemi e per mitigare gli effetti del cambiamento climatico.

La storia evolutiva della vita sulla Terra ci insegna che la biodiversità è il risultato di processi lunghi e complessi. La comprensione di questi processi può aiutarci a sviluppare strategie per la conservazione della biodiversità.

Nonostante la gravità della situazione, conclude Pievani, c’è ancora speranza per il futuro.

Luigino Bertolazzi spiega a Ferraro le sue micro vinificazioni dei vitigni ritrovati

La comprensione della biodiversità e del cambiamento climatico può aiutarci a sviluppare strategie per la conservazione e la sostenibilità.
È necessario lavorare insieme per proteggere la biodiversità e mitigare gli effetti del cambiamento climatico.

E nel campo viticolo questo è proprio il progetto di GRASPO.

Vitigni dal passato per i vini del futuro

Il viaggio continua

Di Aldo Lorenzoni, Luigino Bertolazzi ,

 foto di Gianmarco Guarise

 

 

 

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