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Mercato in ripresa per le pere Abate

La Regina delle pere, che rappresenta quasi la metà della nostra produzione nazionale, coltivata prevalentemente in Emilia-Romagna e nella zona meridionale della provincia di Mantova, ha preso quota nelle vendite.

Il frutto è raccolto nel mese di settembre, ma la sua campagna commerciale si protrae fino al mese di marzo dell’anno successivo. In questo periodo il CSO fa un po’ di conti.

Sulla base delle rilevazioni effettuate a metà febbraio in Emilia Romagna risultano in giacenza circa 75.000 tonnellate di Abate, con vendite quindicinali che nelle ultime due rilevazioni risultano prossime alle 25.000 tonnellate, il 50% in più di quanto collocato quindicinalmente ad inizio stagione.

Il CSO fa sapere che, dopo un avvio di campagna sotto tono, in queste ultime settimane si registrano segnali positivi sulle vendite. «Con una produzione di circa 297.000 tonnellate, quest’anno l’offerta italiana si è posta su livelli più elevati rispetto ai quantitativi prodotti nel 2012/2013, stagione peraltro caratterizzata da una produzione molto deficitaria».

Le vendite di Abate, che avevano seguito un andamento piuttosto lento nella fase iniziale della stagione, nelle ultime settimane invece registrano un’inversione di tendenza piuttosto importante, con una richiesta e un consumo in decisa ripresa sia sul mercato interno che sul mercato estero.

Per una corretta lettura dei dati, secondo il commento di Elisa Macchi, direttore di CSO, va ricordato che il «confronto con l’anno scorso, che mette in luce un quantitativo in giacenza significativamente maggiore, non è esaustivo della situazione reale in quanto la campagna 2012/2013 era stata caratterizzata da un ritmo di vendita più veloce del consueto e da una produzione come si è già detto ai minimo storici».

Maura Sacher


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