Manzi gonfiati e polli cotti

Manzi gonfiati e polli cotti

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Cina e Usa hanno siglato un accordo commerciale che prevede l’arrivo di manzo americano nella Repubblica Popolare cinese, il conseguente permesso di importare polli cinesi, ma solo se cotti nell’ America del confuso New Deal dell’ossigenato presidente.

Nulla comunque a che vedere con il piano di Franklin Delano Roosevelt che risollevò l’economia americana dopo la spaventosa crisi del 1929.

Un primo successo per il palazzinaro di New York che finora non ne ha azzeccate molte e ha grande necessità di accontentare chi lo ha eletto.

Ha trovato così un epilogo la scabrosa questione della carne prodotta dagli allevatori americani, che l’Europa da anni ha rifiutato di importare, scatenando le ire e le minacciate ritorsioni verso i prestigiosi prodotti non solo alimentari del vecchio continente.

I consumatori europei hanno già tanti problemi di scelte alimentari derivati da referenze di dubbia provenienza e spesso difficili da tracciate.

 

In Italia e in Europa abbiamo già i nostri guai senza dover subire l’invasione di carni prodotte con metodi messi al bando dalle nazioni della UE.

Questo perlomeno a livello ufficiale, anche se emergono spesso in Europa, situazioni che evidenziano produzioni oltre il limite della sicurezza igienica e salutare per chi acquista.

Significativa la richiesta italiana indirizzata alla Commissione UE di indicare in etichetta la provenienza e l’indicazione in etichetta della materia prima di pasta e riso.

Per il riso deve essere indicato in etichetta il luogo di produzione, le modalità di coltivazione, confezionamento e per la pasta secca il luogo di coltivazione del grano e l’origine della semola.

E’ una strada da perseguire per tutte le eccellenze italiane che devono difendersi ed essere difese dai pirati e dai contraffattori alimentari, nonché da prodotti provenienti da nazioni quali gli Usa e la Cina che non vanno tanto per il sottile, per quanto riguarda i metodi di produzione e i componenti impiegati, per non parlare a volte delle confezioni.

Umberto Faedi

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