Stile e Società

Mangiafoglia

Fino al 700, mangiafoglia era l’appellativo dato ai napoletani per le loro abitudini culinarie prettamente vegetariane, sostituito poi da quello di mangiamaccheroni, quando l’introduzione della pasta mutò la loro dieta alimentare.

DSC_0597In provincia di Salerno, a Pontecagnano, nasce la pizzeria “Mangiafoglia”, energie giovani a proporre sapori antichi. Paolo Lettieri, un percorso universitario andato di pari passo con la voglia di saperne di più sulla pizza napoletana, anzi d’imparare a prepararla nel rispetto della tradizione.

E visto che dove c’è passione ed impegno si riesce sempre al meglio, ecco che Paolo scopre di aver un talento nascosto, quello di capace pizzaiolo.

DSC_0599Leonardo Corrado si unisce a lui in questa sfida dal nome “Mangiafoglia”, supportati dalla consulenza del maestro pizzaiolo Antonio Langone, inaugurano il forno a vista e iniziano a proporre sul salernitano la caratteristiche della pizza partenopea.

Al Mangiafoglia, due salette dai pavimenti vietresi, ospitano tavoli veramente originali dove ognuno riporta una litografia della seconda metà dell’800 del pittore Filippo Palizzi, che rappresentano appunto Napoli e i costumi del tempo.

DSC_0745Non solo classiche ma anche innovative, le loro pizze sono completate da prodotti del territorio senza distogliersi dalla qualità. La pizza che li distingue è la “Gioi”, impasto lievitato per 18 ore, stesura sottile alla napoletana, cottura veloce, pizza dai bordi giustamente pronunciati e arricchita da ingredienti tipici della località cilentana, per cui, Soppressata di Gioi e Carciofo Bianco di Pertosa, il tutto adagiato su un fondo di mozzarella, provola e ricotta, una squisitezza accattivante.

DSC_0734Una location da cui si evince la benevolenza napoletana; tutto segue un filo conduttore, l’emozione, quella che solo l’arte nelle sue mille sfaccettature sa donare.

Angela Merolla


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